L’AQUILA – Nel progetto C.a.s.e. ci sono affitti fittizi nel senso che alcune persone non abitano le case pur mantenendone la titolarità: ci sono famiglie che mancano da mesi, ci sono inquilini che sono all’estero, e non mancano casi di sub affitto.

Il poco edificante quadro sta emergendo nell’ambito dell’operazione sigilli, deciso dal gip del tribunale dell’Aquila, a 800 balconi in legno ritenuti poco sicuri per via del materiale scadente.

La maxi-azione è seguita all’inchiesta della procura della repubblica dell’Aquila sul crollo di un balcone in legno dal secondo al primo piano a Cese di Preturo, una delle 19 new town del progetto Case realizzato dopo il sisma del 6 aprile 2009 per dare un tetto a circa 16 mila aquilani sistemati in circa 4.500 alloggi prefabbricati antisismici.

Sia i rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato sia i tecnici comunali stanno prendendo nota e nei prossimi giorni partiranno controlli a tappeto per scovare gli irregolari.

A Cese di Preturo si è deciso che le famiglie, secondo quanto si è appreso una trentina, saranno evacuate: evidentemente i tecnici hanno trovato una situazione più allarmante del previsto.

Il Comune aveva già proposto questa soluzione il giorno dopo il crollo, ma gli inquilini avevano rifiutato.

GLI AQUILANI DICONO ADDIO AI LORO BALCONI

La maggior parte dei cittadini si è resa disponibile e ha collaborato all’apposizione dei primi degli 800 sigilli ai balconi del progetto C.a.s.e., anche se c’è stato qualche inquilino che ha criticato la decisione del tribunale dell’Aquila, lamentandosi di dover dire addio a malincuore alla sua terrazza.

È questa la fotografia della prima giornata del maxi-piano di sigilli ai balconi in legno in cinque insediamenti del progetto C.a.s.e., iniziato oggi a Cese di Preturo (L’Aquila).

Proprio qui c’è stato, nelle scorse settimane, il crollo di un balcone in legno per “difetti di costruzione e materiale scadente” dal secondo al piano terra.

A operare sono i forestali insieme a operai del Comune capoluogo; questi ultimi hanno montato tubi innocenti alle finestre del piano terra per impedire fisicamente il passaggio al balcone in modo da evitare il rischio di rimanere colpiti dal crollo di quelli del piano superiore.

Il comandante provinciale dell’Aquila del Corpo Forestale dello Stato, Nevio Savini, ha spiegato di non aver trovato ostacoli da parte della popolazione “che ha capito l’importanza della nostra azione, sono stati numerosi coloro che hanno chiamato per dirci che non erano in casa, chiedendo quindi di spostare l’appuntamento”.

La maxi-operazione per apporre 800 sigilli è iniziata con il piede giusto: i forestali hanno terminato prima del previsto il piano a Cese di Preturo, tanto che sono passati già ad Arischia, il secondo dei cinque siti interessati.

Al termine della giornata sono stati messi i sigilli a 160 balconi in legno disseminati in circa 70 alloggi.

Domani i forestali saranno ancora ad Arischia e poi si trasferiranno a Collebrincioni, l’8 ottobre a Collebrincioni e Coppito 2, il 9 a Coppito 2 e Sassa; in quest’ultima località saranno anche il 10 e l’11 ottobre.

Il progetto C.a.s.e. è stato realizzato in 19 insediamenti per circa 4.500 alloggi dopo il terremoto del 6 aprile 2009, per dare un tetto a circa 16 mila aquilani rimasti senza casa.