L’AQUILA – Il contratto verrà firmato entro il 10 agosto e, di conseguenza, verranno sbloccati i pagamenti per le prestazioni già effettuate e gli stipendi del mese corrente per i dipendenti della clinica Ini di Canistro.
È quanto emerso questa mattina, durante quello definito un “incontro proficuo” in Prefettura per discutere degli sviluppi sull’emergenza della Ini.
Scongiurato lo sciopero ma “manterremo comunque alta la guardia – fanno sapere Cgil, Cisl e Uil – e continueremo con la mobilitazione fino all’effettiva firma del contratto e, di conseguenza, fino a quando verrà assicurato il pagamento degli stipendi dei dipendenti”.
Presenti alla riunione, oltre ai sindacati, la Dirigenza Ini, Asl e, per la Regione Abruzzo, al posto dell’assessore alla Programmazione sanitaria Silvio Paolucci, il dirigente del serizio Programmazione, Germano De Santis e la responsabile Ufficio contratti, Alessia Valentina Parlatore.
La Giunta regionale, nei giorni scorsi, ha approvato la delibera per l’accreditamento relativo alla monospecialistica in Ortopedia e Traumatologia, riconversione attivata dal febbraio scorso secondo quanto previsto dalla riforma Lorenzin. La dirigenza della clinica che fa parte del gruppo nazionale di proprietà della famiglia Faroni, fa appello alla Regione per la risoluzione degli altri passaggi della vicenda, ovvero la questione contrattuale e la regolarizzazione del pregresso, con la conseguente erogazione dei fondi relativi alle prestazioni già effettuate.
Come riferito dai sindacati, durante l’incontro, sono emerse anche altre questioni. In primis c’è quella dell’esubero dei dipendenti. Per scongiurare i licenziamenti e migliorare le prestazioni, la dirigenza ha infatti proposto un ulteriore cambiamento.
Attualmente la monospecialistica dispone di 28 posti letto e 2 in Day hospital. “Dal momento che manca la Riabilitazione, condizione che crea non pochi problemi – è stato spiegato -, riteniamo opportuno inserirla all’interno della struttura dotandola di 10 posti letto”.
La richiesta, caldeggiata dalle organizzazione sindacali, consentirebbe di mantenere i posti di lavoro scongiurando il rischio dei licenziamenti. (az. cal.)




