L’AQUILA – Rischia di avere pesanti ripercussioni all’interno della maggioranza di centrodestra l’infornata di fine anno in Regione, con 42 nuove assunzioni divise in tre bandi: uno pubblico per 14 figure da destinare alla sanità, uno da sette da reperire negli enti regionali non soppressi e uno da 21 riservato alla stabilizzazione dei comandati.

Questi ultimi sono dipendenti provenienti da altri enti con contratto a tre anni, che grazie a un avviso deciso con Giunta regionale entreranno a tempo indeterminato nell’organico della Regione con i relativi costi, visto che si tratta di funzionari di categoria “D” che hanno anche la posizione organizzativa nei rispettivi uffici, grazie alla quale percepiscono 11 mila euro lordi annui di indennità aggiuntiva rispetto allo stipendio.

Un problema sollevato da AbruzzoWeb su cui si getta a capofitto, con un comunicato dai toni durissimi, il consigliere regionale del Popolo della libertà Giuseppe Tagliente.

“In barba a qualsiasi logica, troppo spesso conclamata, di meritocrazia e di razionalizzazione della spesa pubblica, la Giunta regionale, su proposta dell’assessore Federica Carpineta, è ricorsa – scrive Tagliente – a criteri di assunzione che ricordano metodi che si ritenevano superati”.

“Per effetto di questo provvedimento, che taluni sindacati si sono ben guardati dal censurare – sottolinea l’ex presidente dell’assemblea dell’Emiciclo – almeno sino a questo momento, sono entrati in ruolo senza alcuna selezione e/o concorso altre 42 unità, le quali vanno ad aggiungersi a un organico di oltre 1.500 dipendenti ulteriormente appesantito dal recente passaggio alla Regione del personale delle agenzie e degli enti strumentali sciolti nei mesi scorsi.

“La notizia della recente approvazione del provvedimento con cui la Giunta regionale ha deciso la immissione in ruolo di 42 persone, di cui 21 provenienti da posizioni di ‘comando’ – afferma ancora Tagliente – ha suscitato anche in chi scrive un moto di indicibile riprovazione”.

“A fronte di questa ‘orribile’ decisione – conclude – ritengo di dover chiedere al presidente della Regione, Gianni Chiodi, di dover riferire al più presto sull’argomento in aula, sospendendo nel frattempo ogni effetto della delibera stessa”.