PESCARA – La Digos di Pescara, coordinata da Leila Di Giulia, ha notificato a 18 persone l’avviso di conclusione delle indagini nell’ambito dell’inchiesta sull’Ato4 pescarese, denominata “Il partito dell’acqua”.

L’avviso è stato presentato dal pm Valentina D’Agostino.

Fra i 18 indagati figurano l’ex presidente dell’Ato, Giorgio D’Ambrosio, il segretario dell’ente, Fabrizio Bernardini, i dipendenti Vincenzo Di Giamberardino, ritenuto l’uomo di fiducia di D’Ambrosio, Fabio Ferrante, il sindaco di Montesilvano (Pescara), Pasquale Cordoma, e l’ex sindaco di Francavilla al Mare (Chieti), Roberto Angelucci.

Gli altri indagati sono per lo più dirigenti dell’Ato e componenti del Cda, susseguitisi dal 2003 al dicembre 2007.

I reati contestati vanno dal peculato, alla corruzione, all’abuso d’ufficio, al falso, alla truffa ai danni dello Stato, alla distruzione di documenti. I fatti riguardano il periodo compreso tra il 2003 ed il 2008.

Secondo l’accusa, l’Ato4 sarebbe stato gestito per fini personali, determinando un ingente danno economico erariale ai danni dello Stato. Numerosi gli episodi accertati dagli inquirenti durante un anno e mezzo di indagini.

Fra questi, l’uso personale delle auto dell’ente per assolvere a impegni politici del presidente D’Ambrosio, all’epoca parlamentare; sperpero di denaro pubblico per pranzi conviviali estranei alle finalità dell’ente; distruzione di documenti pubblici già emanati e sostituiti con atti amministrativi effettuati in epoca successiva al fine di prorogare contratti lavorativi ad alcuni dirigenti in vista della nomina del commissario straordinario; affidamento diretto di incarichi professionali, e dunque senza alcuna selezione, a persone legate al direttivo dell’Ato da rapporti personali o politici.

Secondo l’accusa, la “pressione” e il “controllo” sulla struttura da parte di taluni degli indagati sarebbero preseguiti anche negli anni successivi e finalizzati soprattutto al condizionamento delle scelte riguardanti la vita dell’ente come la riforma degli Ato e l’adeguamento delle tariffe dell’acqua.

Nell’ambito dell’inchiesta, la procura di Pescara ha effettuato uno stralcio, in cui figurano altri indagati.