SPOLTORE – In relazione alle vicende giudiziarie che hanno investito Luciano Vernamonte, la segreteria regionale del partito Socialista Abruzzo, manifesta “la piu’ totale fiducia nel prosieguo delle indagini che sapranno giungere ad un reale accertamento dei fatti e delle responsabilità”.
Lo afferma il segretario regionale del partito Socialista, Massimo Carugno, intervenuto sullo scandalo rifiuti a Spoltore (Pescara) che ha portato all’arresto, tra gli altri, dell‘ex presidente Pd del Consiglio regionale Marino Roselli e del vice presidente della società ‘Ecologica’ srl, Luciano Vernamonte, 68 anni.
“Vernamonte – sostiene Carugno – sicuramente saprà dimostrare le sua reale posizione in ordine ai fatti contestati. È ragionevole ritenere che le sorti dell’indagine ne dimostreranno la estraneità”.
“Proprio sulla base di tali convincimenti – aggiunge – si ritiene decisamente spropositata l’applicazione degli arresti domiciliari sia per la natura squisitamente amministrativa dei reati contestati, sia perché tale provvedimento, arrivando dopo mesi, sarebbe inutile per il prosieguo delle indagini: restano di difficile comprensione quali esigenze di prevenzione si vorrebbero tutelare col provvedimento dell’arresto”.
Secondo il segretario regionale del Psi “ancora una volta in Italia la applicazione della carcerazione preventiva desta dubbi e perplessità e si impone ormai una revisione legislativa, in senso garantista, di tale provvedimento limitandola a reati e ad imputati che siano effettivi e concreti portatori di pericolo ed allarme sociale”.
“Si auspica – conclude – che gli arresti domiciliari preventivi vengano rapidamente revocati per consentire a Luciano Vernamonte di difendersi con efficacia e libertà di azione e determinazione”.





