L’AQUILA – I vertici del Pd provinciale di Chieti e di Lanciano, intanto, hanno chiesto oggi l’azzeramento del cda del Consorzio rifiuti di Lanciano quale conseguenza politica, e non giudiziaria, dello scandalo di “rifiutopoli”.

Nel corso di una conferenza stampa, il segretario provinciale Camillo Di Giuseppe, quello cittadino Leo Marongiu e il capogruppo consiliare Franco Ferrante hanno sostenuto “che il cda del Consorzio si dimetta all’assemblea dei 53 sindaci soci per fare chiarezza sulla gestione del Consorzio anche in merito alle tariffe e servizi offerti a favore dei cittadini”.

Il presidente, Giampanfilo Tartaglia, deve ricostituire una partecipazione ampia su vicende così complesse. L’opposizione, rappresentata da quasi la metà dei sindaci, per la prima volta é stata estromessa dal Pdl dal ruolo di controllo sia nel cda che dai revisori dei conti”.

Il consigliere regionale Franco Caramanico, ex assessore all’Ambiente, ha detto ” che la Regione torni a basare la sua politica di settore sul piano regionale che punta a ridurre la produzione dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata e tutela ambientale e non sui termovalorizzatori”

“La nostra richiesta – ha sottolineato Di Giuseppe – ha un preciso significato politico: va infatti ricostituita la rappresentanza di tutti gli schieramenti nel consiglio, oggi composto interamente da esponenti del centrodestra, anche perche’ i sindaci del centrosinistra rappresentano quasi la metà dei soci”

Tornerà a parlare lunedì prossimo, nel suo ufficio di Avezzano, l’ex assessore all’Ambiente Daniela Stati, indagata nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Pescara che ha portato all’arresto dell’assessore (ancora in carica) alla Sanità Lanfranco Venturoni, dell’imprenditore Rodolfo Di  Zio e agli avvisi di garanzia che hanno interessato i senatori Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi e il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi.

Argomento della conferenza stampa sarà l’impianto a biomasse del Comune di Avezzano ma non è escluso che anche in quell’occasione la Stati non esiterà a togliersi qualche sassolino dalle scarpe, come ha fatto già fatto nelle scorse settimane, e nella giornata di ieri davanti la Procura di Pescara dove, prima del colloquio di  tre ore con i magistrati, non ha esitato a sfogarsi contro i suoi ex amici di partito.