“Non sono stato convocato dal procuratore antimafia Alfredo Rossini, ma dalla dottoressa  Olga Capasso, sostituto procuratore. Però dobbiamo concordare quando”. 

Lo ha detto il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a proposito della sua posizione nell’ambito dell’inchiesta della procura distrettuale antimafia dell’Aquila sugli appalti per il G8 dell’Aquila e per la ricostruzione post-terremoto.

Chiodi, insieme al Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso e del presidente della Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila, Rinaldo Tordera, è stato convocato in Procura quale persona informata dei fatti.

Nell’inchiesta, che si basa sull’ipotesi di reato di corruzione, è indagato uno dei coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, l’imprenditore Riccardo Fusi, presidente dimissionario della Btp, azienda di costruzioni di rilievo nazionale, e l’imprenditore aquilano Ettore Barattelli, presidente del consorzio Federico II.

Il Consorzio, nel quale sono presenti altri due aziende di costruzioni aquilane, Vittorini Emidio e Marinelli-Equizi, è finito nel mirino della procura perché secondo l’accusa Fusi e Barattelli avrebbero cercato di aggiudicarsi appalti attraverso l’intercessione di amicizie politiche.

“La vicenda di Verdini è chiarissima – ha concluso Chiodi – mi si dice al telefono di prendere un caffè. Poi questo caffè non è mai stato preso”.