L’AQUILA – È di nuovo bufera politica sulle indiscrezioni sulle inchieste giudiziarie della Procura di Firenze legate agli appalti per il G8 alla Maddalena, di cui un filone d’inchiesta è riferita ai lavori del post-terremoto all’Aquila.
A scatenare le polemiche è l’informativa dei carabinieri del Ros (reparto operativo speciale), secondo la quale uno dei coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, avrebbe avuto dal 1996 alla fine del 2007 rapporti d’affari con l’imprenditore Luca Fusi, presidente dimissionario della Btp, agevolandone l’acquisizione di lavori dopo il sisma del 2009 per la ricostruzione.
Verdini, pertanto, per gli investigatori avrebbe mentito perché in altre occasioni ha dichiarato di non aver avuto contatti con Fusi a partire dal 1995.
I due sono stati convocati dalla Procura dell’Aquila per lunedì prossimo insieme all’imprenditore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio Federico II, nell’ambito dell’inchiesta G8 e della ricostruzione.
Un consorzio, il Federico II del quale fanno parte anche gli imprenditori Marinelli-Equizi, che secondo gli inquirenti avrebbe beneficiato di facilitazioni nell’aggiudicazione degli appalti all’Aquila.
Il possibile collegamento tra Verdini e Fusi ha scatenato una vera e propria ridda di accuse e polemiche, che hanno coinvolto esponenti del panorama politico nazionale e la Protezione civile. Secondo Verdini si tratta di “falsità, che saranno smentite dai fatti”. Il suo avvocato ha inoltre precisato che allo stato attuale il coordinatore Pdl nel capoluogo è indagato per abuso d’ufficio e non per corruzione.
LEGALE VERDINI: ”ALL’AQUILA NON E’ INDAGATO PER CORRUZIONE”
L’AQUILA – Con una nota, l’ufficio stampa del Popolo della libertà ha precisato nel pomeriggio che l’onorevole Denis Verdini (nella foto), coordinatore nazionale del partito, “non risulta indagato per il reato di corruzione”.
Il suo legale, l’avvocato Marco Rocchi, successivamente interpellato dall’agenzia Ansa, ha specificato che nell’avviso, notificato nei giorni scorsi, con cui la Procura distrettuale antimafia dell’Aquila ha convocato Verdini per il prossimo 18 ottobre, il reato contestato è unicamente “abuso d’ufficio”.
“Il reato di corruzione è contestato all’onorevole Verdini dalla Procura di Firenze – ha ricordato il legale – nell’ambito dell’inchiesta sul G8 che coinvolge i rapporti Fusi-Verdini. Ma allo stato attuale non mi risulta lo stesso per le inchieste aquilane” sugli appalti del G8 dell’Aquila e della ricostruzione post-terremoto.
VERDINI: “SU DI ME FALSITA’ E IMPRECISIONE CHE SARANNO SMENTITE DAI FATTI”
L’AQUILA “Ancora una volta, il solito circuito mediatico-giudiziario fondato su frammenti di atti d’indagine di cui non vi è neppure certezza di veridicità, con una continua e sistematica violazione del segreto istruttorio, riempie le pagine dei giornali sostenendo falsità e imprecisioni che saranno puntualmente smentite dalla realtà dei fatti”.
Lo dice in una nota il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, riferendosi alle notizie pubblicate sui quotidiani riguardo l’inchiesta sugli appalti del dopo terremoto in Abruzzo.
PROCURATORE L’AQUILA: ”TROPPE FUGHE DI NOTIZIE, NON DA NOI”
L’AQUILA – “Mi sembra che escano troppe indiscrezioni”. È il telegrafico commento del procuratore capo della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, in merito alla pubblicazione delle risultanze di una informativa dei carabinieri del Ros di Firenze legata all’inchiesta sugli appalti per il G8 della Maddalena e sui Grandi Eventi.
“Ma le indiscrezioni – ha aggiunto Rossini – non escono certo dalla Procura aquilana”. In quella informativa inviata alla Procura distrettuale antimafia dell’Aquila che sta indagando sugli appalti del G8 dell’Aquila e della ricostruzione, emergerebbe che Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, avrebbe mentito in merito ai rapporti d’affari intrattenuti con l’imprenditore Riccardo Fusi, presidente dimissionario della Btp.
I due, indagati sia a Firenze sia all’Aquila, saranno interrogati dai Pm davanti ai quali dovranno rispondere delle accuse di corruzione e abuso d’ufficio.
Tra gli indagati anche l’imprenditore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio Federico II, creato dopo il terremoto per partecipare agli appalti per la ricostruzione, nel quale oltre alla famiglia Barattelli, sono presenti la stessa Btp e due altre imprese aquilane, Vittorini ed Equizi-Marinelli.
Secondo l’accusa, gli imprenditori, in testa Fusi, si sarebbero aggiudicati appalti per la ricostruzione grazie all’influenza di Verdini. C’é il sospetto che Verdini e Fusi fossero ancora in affari attraverso intrecci societari.
L’inchiesta della procura di Firenze ha portato all’arresto tra gli altri del presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Angelo Balducci, dell’imprenditore Diego Anemone e al coinvolgimento del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ascoltato all’Aquila come persona informata sui fatti.
Così come il presidente della Regione Abruzzo e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, intercettato mentre parlava con Fusi al telefono che gli era stato passato da Verdini, prima di una riunione di partito a Roma.
FERRANTI (PD): “VERDINI COME CHI RIDEVA”
“Se le accuse dovessero essere confermate il giudizio su Verdini non sarebbe meno pesante di quello riguardante gli imprenditori che hanno trovato motivi per ridere la notte del devastante terremoto dell’Aquila”.
Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta quanto riportato oggi da alcuni quotidiani nazionali sul coinvolgimento del coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta sull’illecita spartizione degli appalti del dopo terremoto a cui sta indagando la procura abruzzese.
“Le indagini faranno il loro corso, e ci auguriamo con speditezza e senza intralci, certo fa riflettere che uomini politici così influenti, con incarichi istituzionali di rilievo e così vicini al presidente del consiglio siano anche solo sospettati di aver potuto approfittare del loro ruolo per pilotare l’aggiudicazione di rilevanti appalti. Per il bene comune delle istituzioni ci auguriamo che possano dimostrare che le accuse sono prive di fondamento”, conclude Ferranti.
ORLANDO (IDV): “SOLIDALI CON CITTADINI ABRUZZESI”
“La nostra solidarietà va ai cittadini abruzzesi che hanno visto sparire i soldi della ricostruzione. A differenza del ministro Rotondi, che emette una sentenza d’assoluzione prima ancora che la magistratura faccia il suo corso, noi offriamo la nostra vicinanza a tutti i terremotati che sono stati ingannati dalle mille promesse del governo”. Lo ha affermato in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando.
“L’inchiesta nella quale è coinvolto Verdini è molto seria e il coordinatore nazionale del Pdl – aggiunge – dovrebbe essere il primo a chiedere che i magistrati facciano al più presto luce sulle molte ombre che gravano sul sistema dei grandi appalti”.
BONDI (PDL): “ATMOSFERA ORRIBILE E DEVASTANTE”
“Viviamo in una atmosfera orribile e devastante in cui periodicamente una certa stampa diffonde stralci di indagini giudiziarie con l’unica conseguenza di straziare personalmente e politicamente esponenti del nostro movimento, prima di qualunque pronunciamento della magistratura”.
Lo dice il coordinatore del Pdl Sandro Bondi facendo indirettamente riferimento a quanto riportato oggi da alcuni giornali su una inchiesta sugli appalti post-terremoto che coinvolgerebbe Denis Verdini.
PROTEZIONE CIVILE: “RICOSTRUZIONE FANTASIOSE”
“L’ennesima ricostruzione fantasiosa sui lavori eseguiti a L’Aquila e in Abruzzo dopo il terremoto”. Lo dice il Dipartimento della Protezione Civile in relazione al rapporto dei Ros consegnato ai magistrati aquilani secondo il quale sarebbe stato posto in essere il tentativo di agevolare qualche gruppo imprenditoriale “a scapito – afferma il Dipartimento – della trasparenza e correttezza delle procedure adottate invece” dalla Protezione Civile. Da via Ulpiano, inoltre, si ribadisce che “in nessun caso” il Consorzio Federico II “ha partecipato a gare” per gli appalti relativi alla ricostruzione.
“Si tratta di precisazioni che sono state più volte ribadite nel corso degli ultimi sei mesi. – aggiunge il Dipartimento – Dati, fatti, numeri e carte inequivocabili e indiscutibili, che in qualsiasi Paese normale avrebbero consentito una serena e obiettiva analisi di quanto accaduto e la presa d’atto di un intervento esemplare per rapidità, efficacia, trasparenza e rispetto, non solo delle leggi, ma soprattutto dell’etica pubblica, se esiste ancora”.
PROTEZIONE CIVILE/2: “CONSORZIO FEDERICO II NON PARTECIPO’ A GARA APPALTO”
“Se i virgolettati attribuiti ad un rapporto dei Ros corrispondono effettivamente a quanto appurato dalle indagini lo stabilirà la magistratura competente” prosegue la Protezione Civile che però pubblica sul sito la nota inviata il 16 luglio scorso proprio ai carabinieri che, secondo il Dipartimento, “dimostrava con tutti gli allegati la procedura di gara europea che il Dipartimento aveva avviato per la realizzazione delle scuole provvisorie per L’Aquila, denominate Musp (Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio)”.
E proprio da quel rapporto, dicono da via Ulpiano, risulta che il Consorzio Federico II non ha partecipato a nessuna gara d’appalto.
“Più precisamente un’associazione temporanea d’impresa (Ati) formata dalla Btp, con la società mandataria Cmp di Martinsicuro (Teramo) e con l’impresa Vittorini dell’Aquila ha partecipato ad una sola gara comunitaria relativa alla progettazione e realizzazione della scuola “Carducci” dell’Aquila – spiega il Dipartimento – L’importo a base di gara era di euro 7.350.000 e la gara è stata aggiudicata ad euro 6.843.900, iva esclusa, con un ribasso del 7.23%. Questa Ati ha poi subappaltato lavori di scavo alla società Barattelli ed altri lavori alla società Marinelli ed Equizi Srl”.
A presiedere la commissione di gara, composta anche da rappresentanti del Dipartimento e del provveditorato alle Opere Pubbliche, c’era il prefetto Franco Gabrielli, allora prefetto dell’Aquila e oggi vice di Bertolaso.
Per quel che riguarda poi gli altri lavori eseguiti dalle imprese citate nel rapporto del Ros, il Dipartimento ribadisce che “si evince con chiarezza come in nessun caso il Dipartimento della Protezione Civile o la Presidenza del Consiglio dei Ministri abbiano avuto alcun ruolo a riguardo”.
“Per la caserma Campomizzi, infatti, si tratta di iniziativa autonoma adottata dal Provveditore alle Opere Pubbliche della Regione Abruzzo; per i puntellamenti nel centro storico si tratta di affidamento assegnato autonomamente dal Comune de L’Aquila, a riprova del fatto che nel centro storico della città è il Comune l’unico soggetto titolare degli interventi; per la sede della Cassa di Risparmio di L’Aquila trattasi di intervento privato i cui titolari avevano presentato domanda di cofinanziamento ai sensi della normativa che consente la ristrutturazione di edifici vincolati dai Beni Culturali in tutta Italia, e nulla hanno avuto a che vedere con i finanziamenti statali per il terremoto del 6 aprile 2009”.
BELLISARIO (IDV): “VEDRETE CHE VERDINI SARA’ PROMOSSO”
“Il PdL è un partito ben strano: nonostante l’evidente questione morale, Cosentino, Verdini e altri restano ai loro posti di comando. D’altronde in un centrodestra che depenalizza il falso in bilancio e affossa il ddl anticorruzione, un dirigente di partito indagato per appalti pilotati dopo il sisma dell’Abruzzo è un fenomeno fisiologico”.
Felice Belisario, presidente dei Senatori Idv, commenta così lo sviluppo delle inchieste sul G8 e sul post-terremoto.
“E’ quindi probabile, viste anche le voci di un ritorno del figliol prodigo Scajola, che Verdini – ironizza Belisario – sia addirittura promosso, in quanto elemento indispensabile al funzionamento del berlusconismo. Ma ormai il Cavaliere è stato smascherato: la patologia del suo sistema ha creato alcune lobby di disonesti arricchiti e una prevalenza di cittadini per bene lasciati senza certezze, mezzi adeguati, servizi efficienti”.
“Mentre le difficoltà del Paese si aggravano ogni giorno, gli scampoli di questa maggioranza – conclude Belisario – continuano il braccio di ferro per ottenere leggi ad personam, o un federalismo ingannevole, o qualche seggio in più: è un sistema malato, nuove elezioni sarebbero un toccasana”.



