L’AQUILA – Trema, ancora scossa dalla paura, Lina, da anni angelo custode di Daniele “lo Shamano” Banelli, e fuma nervosamente guardando i resti dell’ingresso del suo locale, semidistrutto da un attentato dinamitardo manco si fosse negli anni Settanta alle prese con l’Ira.

A preoccupare soprattutto è il fatto che si tratta di una forma pesante di vandalismo del tutto nuova per L’Aquila, come la titolare non manca di sottolineare.

La speranza, quantomeno, è di mettere le mani sugli autori del gesto, viste le doppie immagini delle telecamere, sia del locale che delle banca. “E se li trova Daniele, non vorrei essere nei loro panni”, dice.

Com’è andata?

Pensavo fosse un incubo, non ci volevo credere. Abbiamo ricevuto una telefonata dalle forze dell’ordine e siamo venuti subito. Avevano appena spento l’incendio, provocato non so da chi né perché né come. Ci hanno colpito profondamente, al di là del quantum dei danni. Poteva succedere una tragedia, perché il locale è costeggiato da tubi del gas e qui vicino c’è anche la centralina.

Il colpevole potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere.

Mi auguro di sì, perché abbiamo investito sull’impianto di sicurezza, oltre che sul legno e materiali ignifughi. Questo ha limitato molto il danno. Le forze dell’ordine hanno preso l’hard disk delle telecamere, nostre e della banca, ci auguriamo di trovare presto chi ha fatto questo gesto.

Ha paura?

Non pensavo che all’Aquila, per quello che so, potesse accadere una cosa del genere. Daniele fa questo lavoro da vent’anni, e non è mai successo nulla. Mi auguro sia solo il gesto di un folle.

C’erano state minacce, problemi?

Assolutamente no, anzi, abbiamo avuto un riscontro molto positivo tra la gente. Questo è stato definito il locale delle coppiette, ci vengono i ragazzi. Nonostante la grande capienza, poi, in un anno non c’è mai stata una rissa e non abbiamo mai cacciato nessuno. Nessuno ha mai abusato dell’alcol tanto da creare minacce.

Quanto ci vorrà per risistemare il pub?

I periti stanno facendo il conto dei danni assieme agli ingegneri che hanno progettato il locale. Comunque c’è da sostituire tutta la facciata esterna. (alb.or.)