L’AQUILA – Adesso basta. L’attentato con molotov (una molotov!) allo “Shaman’s” dell’Aquila è solo l’ultimo di tanti campanelli d’allarme che squillano in continuazione, weekend dopo weekend, ignorati dall’amministrazione, dai piani alti, mentre non fanno ormai più notizia per chi la città di notte la gira, la vive.
Dopo il terremoto L’Aquila è diventata una città violenta. Un effetto forse inevitabile della disgregazione del tessuto sociale dal centro a una manciata di “poli” della movida che si trovano in varie zone della periferia. Comunque un brutto effetto.
All’Aquila si beve troppo, come e più di prima. All’Aquila ci sono risse, basta una spinta, uno sguardo sbagliato, una parola di troppo e finisce a botte, come e più di prima.
All’Aquila girano personaggi che prima non c’erano, aquilani “di nuova generazione” che però aquilani non erano, non sono e non saranno mai.
Non sono luoghi comuni da movimento genitori o da cittadini snob con la puzza sotto al naso. Sono impressioni vere, di strada, confermate dai dati di cronaca, molta della quale però rimane sommersa, un sabato dopo l’altro.
Non serve essere alfieri di destra radicale, tutt’altro, per affermare che in questa città la sicurezza comincia a scarseggiare. Le risse ormai non fanno più notizia. Speriamo che questa bottiglia che poteva far saltare in aria lo “Shaman’s” faccia “scoppare gli occhi” a qualcuno. (alb.or.)
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