L’AQUILA – “L’incendio di Bazzano non è un episodio isolato, ma l’ennesimo segnale del fallimento di una gestione che da anni lascia intere aree del Progetto Case nell’abbandono e nel degrado. Dove il pubblico dovrebbe garantire sicurezza, manutenzione e diritti, oggi ci sono solitudine e marginalità”.
Così in una nota Sinistra Italiana L’Aquila, dopo l’ennesimo incendio doloso al progetto Case di Bazzano, nell’annunciare un incontro pubblico per ascoltare i cittadini e discutere insieme proposte e prospettive.
“E’ arrivato il momento di aprire una discussione chiara sul destino di quei quartieri. Le strutture nate come soluzioni temporanee non possono essere trasformate, così come sono, in abitazioni definitive: la loro tenuta è limitata, i materiali si deteriorano, e troppo spesso le condizioni di vita non sono dignitose. Nessuno deve essere costretto a vivere in luoghi pensati per l’emergenza”, prosegue la nota -. Allo stesso tempo, crediamo che non si possa procedere in modo approssimativo. Dove le strutture e le infrastrutture consentono interventi di riconversione o riqualificazione, occorre valutarli con competenza tecnica, per evitare sprechi di risorse pubbliche e per restituire senso e funzione urbana a intere porzioni di territorio oggi dimenticate.
Sinistra italiana chiede dunque, “la dismissione progressiva delle abitazioni più degradate e insicure, con la ricollocazione dignitosa degli abitanti in case vere, pubbliche e di qualità; un piano complessivo che individui quali aree possono essere riconvertite, con tempi, risorse e finalità chiare; il coinvolgimento dell’ATER, dell’Università e delle istituzioni locali per ripristinare una politica della casa pubblica efficiente e trasparente; una sorveglianza attiva nelle aree a rischio, per evitare nuovi episodi di degrado e pericolo;
Il diritto all’abitare non può essere ridotto a un tetto provvisorio. Per Sinistra Italiana la casa è un diritto sociale e culturale: deve essere bella, sicura, integrata nel tessuto urbano. È tempo che L’Aquila esca dalla logica dell’emergenza e torni a costruire una città giusta per tutti.





