TERAMO – Un incendio di vaste proporzioni ha interessato la fabbrica Richetti, ex Foodinvest, nel nucleo industriale di Sant’Atto a Teramo.

All’interno dello stabilimento c’erano circa 60 operai a fine turno di lavoro, usciti immediatamente e quindi incolumi.

Sul posto hanno operato tutta la notte quattro squadre di Vigili del Fuoco di Teramo, Pescara e del distaccamento di Nereto (Teramo) con tre autopompe, cinque autobotti, un’autoscala e un furgone per rifornire bombole di aria per gli autorespiratori.

Ancora in corso le operazioni per spegnere i focolai residui.

L’incendio, divampato in un magazzino per gli imballaggi, si è diffuso su un’area di 6 mila metri quadri; crollato il tetto del magazzino e bruciate lastre di eternit poste a copertura del capannone.

Dalla zona si è alzata un’alta e densa colonna di fumo.

L’Arta sta effettuando controlli sulla qualità dell’aria.

I sindaci di Teramo e Bellante (Teramo) ieri sera avevano invitato i cittadini a tenere chiuse le finestre per precauzione. Il magazzino in cui ha avuto origine il rogo è riservato allo stoccaggio di imballaggi, cartone e pallet in legno; le fiamme si sono estese a una parte del reparto produttivo dove erano presenti oli vegetali.

I Vigili del Fuoco hanno utilizzato anche cannoni antincendio con lance e sono così riusciti a evitare danni peggiori.

Nei pressi si trova una cella frigorifera di 1500 metri quadrati riservata allo stoccaggio di merendine fresche, alcuni silos e serbatoi di gas all’esterno del capannone nonché tre linee di produzione.

RESIDENTI, “AREA INDUSTRIALE DIMENTICATA”

“Chiediamo a nome di tutti i residenti, viste le ultime tragiche vicende avvenute nella serata di lunedì, un intervento immediato da parte del sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi“.

A parlare è il presidente del comitato di quartiere di Sant’Atto Valerio Pelusi il quale, dopo l’incendio che ha devastato la fabbrica Richetti, azienda alimentare del nucleo industriale, punta il dito contro la situazione di degrado in cui verserebbe l’area.

“L’incendio è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso – scrive Pelusi – l’area industriale in questione è dimenticata sotto tutti i punti di vista, con problemi sanitari e logistici molto gravi da anni; rifiuti abbandonati, illuminazione e sicurezza stradale sono problemi cronici della zona, abitata da molte famiglie e frequentata da molti lavoratori”.

Da qui la richiesta al sindaco di un sopralluogo urgente a Piane Sant’Atto per rassicurare i residenti e fornire “notizie certe, date certe e una presa di posizione forte, chiara e immediata per sollecitare in brevissimo tempo tutti gli organi preposti al controllo sanitario per la tutela dei cittadini e alla risoluzione dei problemi sopracitati”.