L’AQUILA – Alimentato dal vento caldo, ha ripreso vigore l’incendio che da giorni desta preoccupazione nell’Aquilano, con il fronte del fuoco che ora torna a riaccendere l’allarme nella frazione aquilana di Roio, dove è stato trovato un innesco in un punto chiamato “ceracittu”.

Le fiamme, che sembravano essere sotto controllo nella prima parte della giornata, continuano a propagarsi in un territorio in cui sono già andati distrutti 1.600 ettari di pascoli d’alta quota e boschi.

Un rogo partito il 22 luglio scorso a Lucoli, comune dell’Aquilano, a più riprese alimentato dal vento e dal caldo, che ha poi svalicato le montagne arrivando a ridosso delle frazioni del capoluogo Roio e Bagno.

L’altopiano di Roio è invaso da un fumo acre che è sceso a valle con il cambio del vento, e cresce la preoccupazione dei cittadini. Al momento si sta cercando di evitare che il fuoco arrivi al bosco detto Ciniglio, sopra la frazione di Roio Piano.

All’opera cinque squadre protezione civile e tre dei vigili del fuoco che stanno operando su entrambi i versanti di Lucoli e di Roio. Dalla postazione dei vigili del fuoco assicurano che le fiamme sono ancora distanti dal bosco.

“Ci sono ancora focolai – spiega un vigile del fuoco – ma la situazione è sotto controllo, i canadair continueranno ad operare quando ci saranno le condizioni”.

Al fianco della postazione dei vigili del fuoco tra i campi tra Roio Poggio e Roio Piano anche molti cittadini, alcuni dei quali appena discesi dalla montagna.

Nelle loro parole molta rabbia: “Si poteva e si doveva intervenire prima, ora il fuoco si sta avvicinando al bosco e allora sono davvero guai”.
Più d’uno ripete che quello che è mancato sono gli uomini a terra, che “gli incendi non si possono spegnere solo dal cielo”.

Presenti sul posto il consigliere regionale Carla Mannetti, della Lega, i consiglieri comunali Maura Castellani, di FdI, Stefano Palumbo, del PD, Lorenzo Rotellini, di Avs, Paolo Romano, di L’Aquila nuova.

Intanto proseguono le operazioni di contrasto agli incendi. Questa mattina si è nuovamente riunito, in Prefettura, il tavolo di coordinamento istituito per monitorare la situazione che – come emerso dalla ricognizione effettuata nel pomeriggio di ieri – denotava un netto miglioramento.

Infatti – viene riferito in una nota a margine della riunione, “il vasto fronte degli incendi risultava contrastato efficacemente dalle continue operazioni di spegnimento effettuate con i lanci aerei dei canadair della Protezione civile”.

Quindi “si è preso atto di tale importante risultato e sono state definite le ulteriori azioni operative ritenute tecnicamente ancora necessarie, essendo rimasti alcuni punti che sprigionano fumi, mantenuti a distanza di sicurezza da aree boschive e luoghi abitati dalle squadre impegnate – con grande impegno professionalità – nella gestione degli interventi, in relazione all’evolversi della situazione influenzata dalle temperature e dai venti”.

Al momento – viene quindi confermato – “le principali criticità si registrano nel territorio del Comune di Rocca di Mezzo e sul versante montano della frazione aquilana di Roio, dove alcuni focolai hanno ripreso vigore alimentati dal vento, rendendo necessario il proseguimento delle attività di spegnimento e bonifica”.

Tutte le componenti del sistema di Protezione civile continuano ad operare in stretto coordinamento, ciascuna secondo le rispettive competenze.

Le attività vedono impegnati l’Agenzia regionale di Protezione civile, la Provincia dell’Aquila, i Comuni dell’Aquila, di Lucoli e di Rocca di Mezzo, la Questura, il Comando provinciale dei Carabinieri ed il Gruppo Forestale, il Comando provinciale della Guardia di Finanza, il Comando dei Vigili del Fuoco, il Comando Militare Esercito “Abruzzo e Molise”, il 9° Reggimento Alpini e i volontari della Protezione civile, oltre a tutte le strutture operative presenti sul territorio.

L’Esercito e il 9° Reggimento Alpini prestano supporto alle operazioni a terra, per creare linee tagliafuoco, con personale e mezzi specializzati, in stretto raccordo con i Vigili del Fuoco e con il sistema regionale di Protezione civile, mentre proseguono gli interventi dei mezzi aerei.

I Comuni interessati assicurano, attraverso le proprie strutture, “il costante raccordo con gli enti coinvolti e il supporto logistico alle operazioni, con personale e mezzi messi a disposizione fin dalle prime fasi dell’emergenza”.

“L’evoluzione della situazione rimane attentamente e costantemente monitorata dagli organismi competenti, che continuano a presidiare il territorio e modulano l’impiego delle proprie strutture in relazione alle esigenze presenti nelle aree interessate”, viene sottolineato.

In giornata, intanto, è stata richiesta una riunione della Commissione di Vigilanza urgente per fare piena luce sulla gestione dell’emergenza incendi e verificare il funzionamento del sistema regionale di Protezione Civile e Antincendio Boschivo.

La richiesta è stata formalmente avanzata dai consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, del Pd, e Giovanni Cavallari, di Abruzzo Insieme, che hanno scritto al presidente della Commissione Vigilanza, Sandro Mariani, chiedendo la convocazione urgente della Commissione.

“Non chiediamo una Commissione per alimentare polemiche o cercare colpevoli – spiegano Pietrucci e Cavallari – ma perché riteniamo doveroso verificare se il sistema regionale abbia funzionato con la necessaria tempestività ed efficacia e se da questa vicenda emergano criticità organizzative che impongono correttivi immediati.”

L’incendio di una porzione di praterie, sviluppatosi il 21 luglio, ha interessato per oltre due settimane un’ampia porzione del territorio aquilano tra Rocca di Mezzo, Lucoli, Roio e Bagno, provocando gravissimi danni al patrimonio boschivo e ambientale e impegnando per giorni Vigili del Fuoco, volontari, Protezione Civile e tutte le strutture operative coinvolte.

“Proprio perché il lavoro svolto dagli operatori sul campo merita il massimo rispetto – proseguono i consiglieri – riteniamo necessario capire se l’organizzazione complessiva del sistema abbia risposto in modo adeguato a un’emergenza di queste dimensioni. Le numerose testimonianze raccolte in questi giorni da amministratori locali, volontari e operatori pongono interrogativi sui tempi di intervento, sul coordinamento, sulla disponibilità dei mezzi aerei, sul coordinamento tra le diverse strutture coinvolte e sulla gestione delle operazioni di bonifica. Sono aspetti che il Consiglio regionale ha il dovere di approfondire”.

La Commissione di Vigilanza sarà chiamata a ricostruire l’intera gestione dell’emergenza, verificando la cronologia delle decisioni assunte dalla Sala Operativa Unificata Permanente, le modalità di attivazione del sistema regionale antincendio boschivo, la disponibilità e l’impiego dei mezzi aerei e delle squadre operative, il coordinamento tra Agenzia regionale di Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, volontariato organizzato, Comuni e Prefettura, oltre alle attività di bonifica e all’adeguatezza dell’attuale Piano regionale Antincendio Boschivo.

Per questo Pietrucci e Cavallari chiedono che vengano ascoltati in audizione il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, i dirigenti regionali competenti, i sindaci dei Comuni interessati, i rappresentanti del volontariato di Protezione Civile, le squadre convenzionate con la Regione, i tecnici della Sala Operativa regionale, gli esponenti della rete dei volontari e le organizzazioni sindacali.

“L’entità dei danni ambientali subiti dal nostro territorio impone un momento di verifica trasparente da parte del Consiglio regionale. Dobbiamo comprendere cosa ha funzionato, cosa invece può essere migliorato e quali interventi siano necessari per rafforzare il sistema regionale di Protezione Civile e di contrasto agli incendi boschivi. Lo dobbiamo ai cittadini indignati, ai territori colpiti e soprattutto alle donne e agli uomini che, con professionalità e spirito di servizio, hanno combattuto per giorni contro il fuoco”, concludono Pietrucci e Cavallari.