MARTINSICURO – Un nuovo ponte stradale, che presto sarà affiancato da un ponte ferroviario; la delocalizzazione delle aziende e dei laboratori artigiani più a ridosso del fiume. Con l’apertura al traffico veicolare del nuovo ponte sulla Statale 16 prendono corpo gli interventi per la riduzione del rischio di esondazione del fiume, dopo la disastrosa alluvione del 1992.

Inaugurato dall’Autorità interregionale di bacino e dalle Regioni Marche e Abruzzo, il ponte è anche un simbolo del legame crescente fra i due territori, come hanno sottolineato il governatore delle Marche Gian Mario Spacca e il vice presidente dell’Abruzzo Alfredo Castiglione. Costato 9,3 milioni di euro, collega i comuni di San Benedetto del Tronto e Martinsicuro (Teramo). E’ lungo 186 metri per 4 campate, con una piattaforma stradale di 16 metri, e due banchine laterali (una pedonale e una ciclabile).

Il vecchio ponte sarà demolito a novembre. Spacca ha ricordato che insieme al ponte ferroviario è “un tassello del più ampio mosaico di nuove opere infrastrutturali per il Piceno, destinato a diventare il secondo polo logistico delle Marche: dall’elettrificazione della Ascoli-Porto d’Ascoli agli interventi lungo la Statale Salaria”. Con 5 miliardi di opere “le Marche sono la Regione che in rapporto alla popolazione ha in corso maggiori investimenti per infrastrutture”.

Per il vice presidente dell’Abruzzo Alfredo Castiglione il nuovo ponte “dimostra che quando i soldi pubblici vengono spesi bene i risultati si vedono”.

In prospettiva, la visione è più ambiziosa, e si lega all’istituzione della Macroregione Adriatico Ionica, e al parere approvato la scorsa settimana dalle 275 Regioni d’Europa, che prevede il prolungamento del Corridoio Baltico-Adriatico da Ravenna (terminale attualmente previsto dalla Commissione europea) fino alla Puglia, includendo dunque anche le Marche, con ricadute positive per la Val Vibrata e l’Abruzzo. “Oggi è l’Europa il vero riferimento per i grandi disegni infrastrutturali” ha osservato Spacca, e questo ponte “é l’esempio della necessità che le istituzioni, al di là dei territori e delle sensibilità politiche, lavorino insieme, senza polemiche, per un unico obiettivo: la crescita della comunità. Solo se siamo uniti, il Governo e l’Europa ci ascolteranno”