TERAMO – Accoglierà per la prima volta con la formula della semiresidenzialità i ragazzi malati di autismo che finora, per ottenere questo tipo di assistenza, dovevano recarsi fuori provincia, il centro diurno per i disturbi dello spettro autistico di Sant’Atto (Teramo) inaugurato questa mattina, a Teramo, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e del vescovo Michele Seccia.

Il Centro è gestito dalla Fondazione Il Cireneo Onlus, accreditata dalla Regione.

Con la sua apertura, la Regione Abruzzo compie un ulteriore passo avanti in un percorso iniziato nel 2003 e proseguito con l’apertura dei primi centri diurni sperimentali per la presa in carico di bambini, ragazzi e giovani adulti con autismo nella provincia di Chieti (Vasto nel 2006 e Lanciano nel 2008) e L’Aquila nel 2007.

Un modello, quello messo in campo sul territorio regionale e adesso anche a Teramo, che ha trasformato l’attività ambulatoriale, “inefficace ed inappropriata, in un sistema di tipo riabilitativo-educativo semiresidenziale, con caratteristiche strutturali e di personale appositamente studiate per le persone con autismo” e che prevede 3 ore di trattamento per 3-5 giorni a settimana per i minori e 6 ore di trattamento per 6 giorni a settimana per l’età adulta ed i ragazzi fuori dall’obbligo scolastico.

“L’apertura del centro diurno di Teramo, dedicato alle esigenze delle persone affette da disturbi dello spettro autistico, è un traguardo importante: è la prima concreta risposta che, dopo l’entrata in vigore della legge quadro nazionale, l’assessorato alla sanità regionale fornisce per la prevenzione e cura della patologia”, ha detto Paolucc.

“I cittadini, in particolare, quelli teramani – sottolinea Paolucci – potranno usufruire di prestazioni riabilitative erogate dalla fondazione Il Cireneo Onlus, struttura accreditata per il trattamento dell’autismo, che da oltre un decennio opera in Abruzzo attraverso un sistema riabilitativo-educativo semiresidenziale appositamente studiate per le persone con autismo. Il percorso prevede – spiega Paolucci – 3 ore di trattamento per 3-5 giorni a settimana per i minori e 6 ore di trattamento per 6 giorni a settimana per l’età adulta e i ragazzi fuori dall’obbligo scolastico; questo percorso – conclude l’assessore – oggi rappresenta un modello riabilitativo riconosciuto a livello nazionale”.