L’AQUILA – È andata in onda lunedì, tra le polemiche come per la prima, la seconda puntata della miniserie firmata da Sky “Faccia d’angelo”, fiction sulla vita e le gesta dell’ex boss del Brenta Felice Maniero (interpretato dall’attore Elio Germano), uno dei personaggi più controversi della storia criminale d’Italia che ha vissuto per diverso tempo all’Aquila sotto falso nome.
Maniero, che all’Aquila ha utilizzato il nome, fra gli altri, di Luca Mori, era stato rinchiuso nel carcere delle Costarelle senza i befefici per i ‘pentiti’, quindi facile bersaglio per i ‘vecchi’ amici che ancora oggi vogliono fargliela pagare per aver collaborato con le forze dell’ordine, contribuendo in maniera decisiva a smantellare la mala del Brenta.
“Faccia d’angelo” è stato mente e protagonista di omicidi e rapine traffico di armi e di droga e associazione mafiosa ed è ricordato anche per essere stato un criminale che amava il lusso e la bella vita. Il primo arresto all’inizio degli anni ’90 avvenne addirittura a bordo del suo yacht al largo di Capri.
Tra arresti, evasioni e condanne arriva a collaborare con la giustizia italiana, ma da criminale tutto genio e sregolatezza dimostra di essere ancora sopra le righe gestendo il programma di protezione che gli è stato assegnato in modo a dir poco singolare, partecipando a serate in discoteca e concedendo interviste, in veste di imprenditore che passa un lungo periodo nel capoluogo abruzzese dove ha venduto pentole di giorno e gestito un bar.
Nel 2006, la tragedia della morte della figlia, che si tolse la vita all’età di 30 anni nella sua abitazione di Pescara, dove viveva sotto copertura. La figlia di Maniero si trovava in riva all’Adriatico da diversi anni ed era fidanzata con un noto ristoratore con il quale conviveva.
Oggi Maniero è un uomo libero a tutti gli effetti, ma c’è ancora chi intende farlo fuori, come l’ex della mala del Brenta Silvano Maritan. “Se me lo trovassi di fronte – ha dichiarato giorni fa – lo ammazzerei con le mie mani”.



