TERAMO. Il settore edile ha iniziato la sua fase discendente. L’allarme arriva dall’Api Edil Abruzzo, che rimarca come alla flessione degli appalti pubblici ora si sommi anche quella dell’edilizia privata, che negli ultimi anni ha dato ossigeno al settore. E viste le difficoltà a invertire la tendenza delle costruzioni private è necessario dunque che perlomeno i lavori pubblici riprendano quota. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio che l’associazione vuol lanciare con il convegno regionale che si terrà domani a Teramo, a cui parteciperà l’assessore Mimmo Srour.
«In Abruzzo la flessione degli appalti pubblici è marcata», esordisce il presidente dell’Api Edil Abruzzo, Dino Gavioli, «basti pensare che nel 2006, secondo i dati del Cresme (il centro di ricerche nazionale del settore edile), c’è stato un calo, rispetto al 2005, del numero di gare di appalto pari al 27% e di importo complessivo di opere pubbliche pari al 29%. Si è passati da 1.169 gare pubblicate nel 2005, con un importo complessivo degli interventi pari a 607 milioni di euro, a 853 gare pubblicate nel 2006 e 428 milioni di euro di interventi». Un crollo quasi doppio rispetto a quello che c’è stato a livello nazionale (10% del numero di appalti, 15% degli importi). Anche l’edilizia residenziale – osserva Gavioli – forte dal 2000 al 2006, inizia ad invertire la rotta, da una prima fase di stagnazione si prevede un’inversione per il 2007 che continuerà nel 2008 e oltre.
Basilare diventa dunque rilanciare il settore delle opere pubbliche per dare sollievo alle imprese edili. L’obiettivo dell’Api Edil Abruzzo è individuare, insieme ai vertici regionali e ai tecnici di settore, delle strategie da mettere in campo per incrementare le risorse pubbliche disponibili e assicurare una maggiore efficienza alla spesa di quelle già stanziate.
«L’associazione», dichiara Gavioli, «intende porre particolare attenzione al rinnovato impegno del tavolo di concertazione permanente fra i portatori di interessi del comparto dell’edilizia: il Ceremoco (Centro regionale di monitoraggio e controllo sugli appalti) strumento che l’assessore regionale ai Lavori pubblici ha posto a disposizione delle parti sociali per individuare le modalità di velocizzare l’utilizzo delle risorse programmate. In questo ambito ha particolare rilevanza l’aggiornamento del prezziario regionale in funzione delle innovazioni intervenute sia sui materiali che sulle tecniche di costruzione».
Il prezziario costituisce lo strumento di riferimento per l’applicazione del prezzo delle singole lavorazioni negli appalti. L’attuale prezziario regionale risale, nei fatti, al 2000. «Ha subito un primo incremento percentuale nell’aprile del 2004 e un secondo incremento nel 2006, in base agli indici Istat, complessivamente del 19,90%», precisa Gavioli, «nel lasso di tempo dal 2000 a 2007 ci sono stati eventi di portata significativa che hanno aumentato notevolmente i costi di costruzione, ben oltre gli indici Istat: passaggio dalla lira all’euro; aumento del costo del ferro, del lavoro, del petrolio e del calcestruzzo. Bisogna peraltro considerare che i prezzi eccezionalmente bassi, uniti alla frequente sottostima del valore dell’opera da parte di professionisti che spesso subiscono l’ingerenza dei politici, spesso innescano dei contenziosi che bloccano le opere pubbliche a lungo». L’Api Edil Abruzzo sollecita anche una sezione ad hoc per la sicurezza nel prezziario.
Verranno quindi poste al centro del dibattito che si terrà domani le iniziative che la Regione sta sviluppando nel breve e medio periodo per il comparto delle costruzioni.
(fonte: il Centro)






