CHIETI – Sostanziale tenuta del sistema produttivo in provincia di Chieti, dove nel 2010 sono nate 2.860 nuove imprese, mentre hanno cessato l’attività in 2.835, con un saldo positivo di 25 unità, valore che porta a 47.594 lo stock delle imprese iscritte al Registro imprese della Camera di Commercio di Chieti.

Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni, rende noto l’ente camerale, si traduce in un modesto tasso di crescita (0,05 per cento, inferiore a quanto registrato a livello regionale (1,47 per cento e nazionale 1,19 per cento).

Il settore agricolo è quello che ha segnato la più netta riduzione delle unità produttive con il saldo tra iscrizioni e cessazioni pari a -588 (-3,7 per cento), seguito da quello commerciale (-98 unità, -1 per cento) e da quello manifatturiero (-86 unità e -2 per cento).

Tra le attività dei servizi si rileva l’andamento negativo delle attività di trasporto e magazzinaggio (-30 unità) e di quelle finanziarie e assicurative (-21 unità).

Anche l’artigianato registra un calo dello 0,6 per cento, con -58 unità. Di segno positivo, invece, il settore costruzioni, che chiude il 2010 con +11 unità, un tasso di crescita pari a 0,2 per cento.

“La tenuta del tessuto provinciale, in un periodo difficile per l’economia – commenta il presidente della Camera di Commercio di Chieti, Silvio Di Lorenzo – dimostra una certa maturità del sistema imprenditoriale locale, che ha risentito della crisi soprattutto a livello di grandi imprese, più influenzate da dinamiche internazionali”.

“Riguardo ai singoli settori – continua – non deve apparire preoccupante il trend decennale negativo dell’agricoltura, se pensiamo alla necessità della ristrutturazione del settore composto da piccolissime aziende, spesso alle prese con il passaggio generazionale, che devono confrontarsi con le nuove normative europee e soprattutto con una ridotta redditività e la maggiore competitività sui mercati. Lo stesso dicasi per il settore commerciale: una tendenza che vogliamo invertire con i progetti di marketing urbano nei centri storici, avviato lo scorso anno”.