PESCARA – Nel primo trimestre del 2010, segnali positivi per le imprese abruzzesi sul fronte del credito, cresciuto di 60 milioni di euro. Nello stesso periodo del 2009 era diminuito, invece, di 110 milioni di euro. A rivelarlo un’analisi condotta dal centro studi della Cna abruzzese, realizzata da Aldo Ronci, su dati diffusi dalla Banca d’Italia.
Commentando i dati, il direttore regionale della Cna, Graziano di Costanzo (nella foto) ha sottolineato che in questo scenario “la grande assente è la Regione”. “Le aziende fanno come possono, ma – domanda – dove stanno i fondi Fas? E la ricostruzione, perché non parte?” Da parte sua, il presidente Italo Lupo ha evidenziato che in Abruzzo vi sono molte imprese “sane”, che dovrebbero rappresentare il territorio, ma che occorre trovare nuove idee”.
A fare la parte del leone in tale ripresa è soprattutto l’area dei servizi (+108 milioni), con un incremento anche dell’edilizia (+27), al contrario l’industria ha subito una riduzione di 96 milioni. Sostanzialmente stazionario rispetto al 2009 il quadro del credito concesso alle micro imprese. Per quanto riguarda la situazione nelle quattro province, tutte, ad eccezione di quella di Chieti, hanno registrato un incremento del credito alle imprese.
Una quota sostanziosa di aumento si è avuta soprattutto a Pescara (+72), più modesta a L’Aquila (+30) e a Teramo (+22). Chieti, invece, viene definita un caso “nazionale”: alla persistente diminuzione in termini assoluti si somma l’allarmante crescita dei debiti della clientela verso il sistema bancario. Con un incremento del 67% (pari a 130 milioni), il territorio chietino presenta, infatti, stando ai dati della Cna, uno dei più alti valori nazionali, influenzando in tal modo, in modo negativo, l’andamento regionale.
A sostenere comunque la ripresa, secondo la Confederazione artigiana e delle piccole e medie imprese, sono state quasi esclusivamente le banche più piccole presenti sul territorio, con 159 milioni su un totale di 231 erogati in più complessivamente.






