L’AQUILA – “In Abruzzo non si fa un censimento degli immigrati da quattro anni, è una vergogna”.
Questa è la denuncia lanciata ad AbruzzoWeb da Gamal Bouchaib, consigliere straniero del Comune dell’Aquila, direttore del centro polivalente del capoluogo da sempre impegnato in una campagna di integrazione sul territorio degli immigrati.
E, proprio in un momento in cui l’opinione pubblica è più sensibile che mai, il suo messaggio è forte, fortissimo: “Non sappiamo chi e quanti siamo, così non possono neanche tutelarci”.
All’origine di questa impasse c’è, secondo Bouchaib, lo stop alla legge regionale 46, unico strumento normativo che si occupa dell’accoglienza e tutela degli extracomunitari. “Da quando si è insediato Gianni Chiodi, infatti, la legge non è mai stata finanziata”, accusa.
“Prima – spiega Bouchaib – la Regione Abruzzo dava alle quattro Province fondi per fare statistiche, censimenti, e allestire centri di aggregazione. Fino al 2009, subito dopo l’elezione di Chiodi, quando il piano triennale della legge 46 è stato fatto ma mai finanziato”.
Gli ultimi dati sul numero di extracomunitari regolarmente registrati in regione risale al censimento condotto dal ministero dell’Interno nel 2011 e che prendeva in considerazione l’anno precedente, il 2010.
“Erano circa 85 mila. E nel 2009 erano 75 mila. Se aumentano di 10 mila l’anno, a quanto saremo arrivati oggi?”, la domanda retorica del consigliere straniero del Comune dell’Aquila.
“È nostro diritto sapere come sta cambiando il nostro panorama soprattutto dopo il terremoto e, a maggior ragione, adesso che siamo nel vivo della ricostruzione pesante del capoluogo – continua – che sta portando manovali, muratori e quant’altro”.
Tra le altre accuse di Bouchaib all’amministrazione regionale c’è anche che “non ha mai chiamato la consulta sull’immigrazione, malgrado le esortazione da parte degli ordini professionali dei medici che hanno bisogno dei dati per avere una chiara fotografia della situazione sociale regionale”.
Il mancato finanziamento della legge per l’immigrazione ha causato anche la chiusura del Centro polivalente dell’Aquila. Motivo per cui, adesso, Bouchaib sta pagando di tasca propria l’affitto e le bollette della struttura, supportato, comunque, da un aiuto dal Comune dell’Aquila.
“Sembra che dalla Regione arrivi un messaggio malsano e fuorviante – accusa ancora il consigliere – ovvero ‘non diamo fondi all’immigrazione perché gli immigrati non ci sono’. Ma la gente non è cieca né stupida, le fermate degli autobus pullulano di extracomunitari così come i supermercati e le altre attività”.
Se nel 2010 c’erano 85mila residenti immigrati nelle quattro province, secondo alcune statistiche alle porte del 2014 si potrebbe essere arrivati a 100 mila. Per non parlare della fetta di irregolari, per cui, probabilmente, si potrebbero sforare i 150 mila.
Quattro anni fa la prima provincia per numero era Teramo con i suoi 23 mila immigrati, seguita a ruota dall’Aquila, che si aggirava sui 22 mila, ma che, ufficiosamente potrebbe essere salita al primo posto proprio a causa dei flussi in quello che, ormai, è conosciuto come il “cantiere più grande d’Europa”. Poi c’è Chieti con18 mila e ultima Pescara, 14 mila.
“Se ci fossero i dati qualcuno chiederebbe il conto. E il governatore e la sua amministrazione ne hanno paura”, conclude Bouchaib.






