L’AQUILA – “La prossima settimana sarà approvato il decreto che darà le riposte attese anche ai cittadini di Pizzoli”.
Ad annunciarlo vice Ministro all’Economia e alle Finanze e segretario di Scelta Civica Enrico Zanetti, oggi a L’Aquila dove ha prima di tutto incontrato una delegazione del Comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli, comune a pochi chilometri da L’Aquila, che hanno perso tutti i loro risparmi a seguito del decreto del governo per salvare oltre a banca Etruria, anche quella di Carichieti, banca Marche e Carife.
Accompagnato dal deputato Giulio Sottanelli, Zanetti ha poi incontrato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, il vice sindaco Nicola Trifuoggi, la senatrice Stefania Pezzopane, l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, l’assessore alle Finanze Giovanni Cocciante e il presidente della società Gran Sasso Acqua Americo Di Benedetto con cui ha visitato lo “smart tunnel”, l’avveniristica rete sotterranea dentro cui saranno collocati i sottoservizi della città.
L’annuncio dell’atteso decreto, nella sede cittadina di Scelta civica, dove ta gli altri è stato accolto dal sindaco di Pizzoli Giovanni Anastasio.
“C’è stato un po’ di ritardo rispetto alle scadenza del 31 marzo scorso – ha detto Zanetti – L’ importante è che passa il principio difeso in particolare nell’emendamento dell’onorevole Sottanelli: cioè che tutti coloro che non sono stati adeguatamente informati riavranno i soldi per intero”.
E senza che Europa possa dire nulla. “E’ stato proprio questo il motivo del ritardo secondo me evitabile: salvaguardare le regole europee perché oltre una certa soglia ci sia un accertamento caso per caso, mentre per i piccoli risparmiatori, per investimenti contenuti e di basso livello reddituale, si presume la non adeguata informazione da parte di chi gestisce risparmio, e si può ottenere il rimborso bypassando l’arbitrato e gli accertamenti”.
Parole poi di forte apprezzamento da parte di Zanetti sull’andamento della ricostruzione post-sismica.
“Credo che rispetto al passato i soldi sono arrivati, la ricostruzione è partita, ora l’attenzione massima va rivolta oltre che alle risorse economiche, garantite oggi e nei prossimi anni, anche sullo snellimento di alcune procedure burocratiche. Avere i soldi e non riuscire a spenderli sarebbe il massimo del minimo”.
ANASTASIO, ”FINALMENTE E’ CAMBIATA LA SENSIBLITA’ DEL GOVERNO”
Soddisfatto dall’incontro con Zanetti, Anastasio, sindaco di un Comune che dove sono oltre 1.500 obbligazionisti e azionisti beffati dal decreto del Governo che ha salvato oltre all’istituto, molti dei quali attendono la terza udienza preliminare del 4 maggio per il filone dell’inchiesta su Banca Etruria che riguarda il primo procedimento sull’ostacolo alla vigilanza, in cui il gup Annamaria Loprete del Tribunale di Arezzo dovrebbe sciogliere la riserva sull’ammissione della costituzione di parte civile dei risparmiatori del comitato Banca Etruria di Pizzoli.
“Zanetti – ha detto ad Abruzzoweb Anastasio – ha confermato che è mutata la sensibilità del governo, e questa svolta entro una settimana sarà sancita con il decreto, che dovrà contenere i criteri e modalità di rimborso i questi soldi, e che sarà fatta una distinzione tra investitori istituzionali, società e cittadini singoli, e che per i piccoli risparmiatori non servirà dimostrare nulla, cole il livello di reddito, semplicemente quello che è stato tolto, andrà restituito”.
Non solo, aggiunge il sindaco, “Zanetti ha confermato anche che il governo è consapevole della situazione anomala rappresentata da Pizzoli, un comune di 5.000 abitanti, con una percentuale altissima di clienti di Etruria, una banca ha fatto una propaganda di questi prodotti e ha convinto le persone a fidarsi, perchè era normale fidarsi di una banca che sta sul territorio da sessantanni, e detiene il 60 per cento della nostra ricchezza. E sono convinto che questo dato di fatto avrà un peso nei termini dell’immediata restituzione”.
ZANETTI, “PANAMA PAPERS, AGENZIA ENTRATE CI STA LAVORANDO. REFERENDUM? IO VOTO MA E’ INUTILE”
Zanetti si è poi soffermato su temi di attualità politica nazionale.
In merito al referendum sulle concessioni petrolifere in programma domenica rivela che “andrò a votare, ma devo dire la verità, se non fossi un rappresentante istituzionale ma un semplice cittadino me ne sarei rimasto a casa”.
“Questo è un referendum a cui faccio fatica a dare un connotato di grande importanza, sia che vinca il sì, sia che vinca il no, se si vanno a leggere i contenuti di questo referendum e lo si depura da tutti i tentativi di strumentalizzazione – conclude l’esponente di Scelta civica – la sua importanza è vicina allo zero”.
Collegato ala vicenda dei risparmiatori è anche il caso Panama Paper, con centiania
“Adesso i soldi li portano a Panama e saltano fuori dei nomi interessanti, ma l’Agenzia delle entrate sta lavorando, e come è giusto che sia c’è chi è lì lecitamente e non avrà problemi, chi è lì illecitamente problemi li avrà”.
Alla domanda se il governo ha in mente una nuova Voluntary disclosure, – collaborazione volontaria – che consente ai contribuenti che detengono illecitamente patrimoni all’estero di regolarizzare la propria posizione autodenunciandosi, Zanetti precisa che “la voluntary l’abbiamo fatta, quello che potrà essere eventualmente fatto in futuro lo vedremo, ma vorrei ricordare che quando iniziano gli accertamenti non è più possibile aderire a nessun tipo di formula di sconto delle sanzioni: chi oramai è in ballo rimarrà in ballo a prescindere da quelle che saranno le scelte future del governo”, e ricorda che prima “i soldi li portavano in Svizzera, cosa che non possono più fare perché il nostro governo ha fatto finalmente saltare il segreto bancario svizzero”.
Infine Zanetti rivendica i meriti del Governo di Matteo Renzi nell’aver abbattuto la pressione fiscale.
“Quest’anno arriviamo con una pressione fiscale al 42,8 per cento che scende dopo tanti anni per la prima volta sotto il 43 per cento, quando noi siamo andati al governo era previsto che nel 2016 ci fosse una pressione fiscale al 44 per cento – spiega ancora l’esponente di Scelta Civica -. Abbiamo fatto una serie di misure in questi due anni che hanno determinato non diminuzioni dello ‘zero virgola’, ma di oltre 15 miliardi, l’Iva non è aumentata e non aumenterà, abbiamo ridotto la pressione fiscale sui dipendenti fino a 26 mila euro di reddito e anche sulle imprese. Ebbene – conclude – tutto questo percorso lo abbiamo fatto in armonia con l’Europa, senza mai deragliare dal doveroso controllo sui conti pubblici, ma senza accettare misure di rigore fine a se stesse”.




