L’AQUILA – Il Popolo della libertà prova a riavvicinarsi a Giorgio De Matteis.
Forse spaventato dalla possibile discesa in campo in solitaria del vice presidente del Consiglio regionale come candidato sindaco dell’Aquila, anticipata da AbruzzoWeb lo scorso luglio e che ha trovato solide conferme in questi giorni, il principale partito del centrodestra sta provando a riallacciare i fili di una trama che si era bruscamente interrotta a inizio autunno.
Segnali importanti sono infatti arrivati dai massimi vertici pidiellini: sia il coordinatore regionale, Filippo Piccone, che il suo vice, Fabrizio Di Stefano, hanno speso oggi parole importanti e perfino sorprendenti nei riguardi dell’esponente centrista.
Quest’ultimo, dal canto suo, se ne sta tranquillo e soprattutto zitto, non parlando con nessun giornalista ed evitando perfino di rispondere al telefono.
L’apertura di Piccone, in un’intervista al quotidiano Il Messaggero, è stata ampia e totale. Il coordinatore ha infatti affermato: “Io continuo a credere che con De Matteis troveremo un’intesa e alla fine correrà con noi”.
“All’Aquila – ha proseguito – non sarà facile vincere, ma se restiamo uniti potremmo farcela, facendo una buona sintesi di idee e qualità delle candidature, con De Matteis come volto della coalizione”.
Un totale cambio di direzione rispetto a quanto Piccone aveva tuonato a settembre: “Se De Matteis vuole candidarsi a sindaco dell’Aquila per il centrodestra dovrà passare per le primarie”, disse a questo giornale, salvo poi cercare di correggere il tiro.
A indurre il coordinatore a più miti consigli, forse, l’amara considerazione che altri candidati forti non ce ne sono e che anche alcune sue intuizioni, come quella di Giancarlo Silveri, sono tramontate per circostanze oggettive (il manager della Asl numero 1 è ineleggibile).
Perfino più esplicito è stato Di Stefano, che in una nota inviata dal suo fedelissimo Mauro Febbo oggi ha detto che quella di De Matteis “per noi è un’ottima candidatura e quindi lavoreremo per chiudere il cerchio al più presto”.
Un’uscita che c’è da pensare sia stata concordata, visto che va a toccare un territorio in cui si sta muovendo Piccone e dove non si deve comunque dimenticare l’ingombrante presenza del coordinatore provinciale pidiellino Gianfranco Giuliante, che vede De Matteis sindaco come il fumo negli occhi.
È evidente che, dopo il messaggio positivo lanciato dalla campagna di tesseramento con 50 mila adesioni, per il Pdl sarebbe viceversa devastante in termini di immagine e consenso un De Matteis novello Luigi De Magistris che, con una propria formazione estranea alla coalizione, magari riuscisse ad arrivare al ballottaggio lasciando fuori il centrodestra ufficiale, costretto a quel punto a cercare l’accordo.
Inoltre, questa eventualità rappresenterebbe un marchio indelebile agli occhi del premier, Silvio Berlusconi, che, dopo la presenza costante assicurata nell’immediato post-terremoto, ha inviato ripetutamente il suo braccio destro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, a presidiare il territorio e a seguire l’avvio della ricostruzione.
In attesa di capire cosa vuole fare De Matteis, che minaccia sempre di uscire allo scoperto con un grande evento pubblico della sua “area omogenea” di cattolici, liberali e riformisti, dopo queste pillole zuccherose dei due coordinatori ora è il Pdl a dover decidere cosa proporgli.
Il nodo sono le primarie, reclamate a gran voce da molti a tutti i livelli, ma di cui De Matteis non vuol sentir parlare.




