L’AQUILA – La crisi di governo, le dimissioni del premier Monti, lo scioglimento delle Camere, una campagna elettorale che si annuncia a dir poco infuocata in vista delle elezioni anticipate del prossimo mese di febbraio.

E poi le primarie del Pd previste il 29 dicembre con la mini campagna elettorale in pieno periodo di festa.

E nello sfondo una crisi internazionale, europea e italiana che ha messo in ginocchio le famiglie, non solo le meno abbienti, e che rende molto incerto il futuro. Tutto ciò a livello nazionale.

Contestualmente, nel nostro Abruzzo, oltre alle dinamiche nazionali che certo non rassicurano, c’è da fare i conti con le numerose sacche di crisi economiche e occupazionali di industrie e aziende, in troppi territori.

Su tutte la vertenza dello stabilimento Micron di Avezzano (L’Aquila), dove sono a rischio oltre 1.600 posti di lavoro più l’indotto; c’è da fare i conti con il terremoto dell’Aquila e del circondario, un terremoto che dopo più di tre anni e mezzo è ancora tale per la grande mole di problemi non risolti.

È un Natale dalle due facce, diverso, quello che si apprestano a vivere gli abruzzesi. Un Natale dal sapore particolare, comunque, non quello solito per quanto sta accadendo fuori dalle loro case. Eventi così importanti a distanza ravvicinata stanno distogliendo l’attenzione dal vero significato dalla festa della Natività.

Sembra quasi non sia un momento di festa per quanti segnali di preoccupazioni, ansie, problemi, tutti esterni, porta con sé. Criticità e problematiche, sulla cui natura e mancate soluzioni la gente non può nulla.

Natura e mancate soluzioni, comunque, c’è la complicità dell’uomo, in particolare politici, amministratori e decisori, che per troppi anni hanno mostrato incapacità professionale e anche una dubbia moralità nello sperperare, spesso per fini personali, i soldi della cosa pubblica.

In uno scenario del genere, per rendere il Natale autentico e tradizionale e “difenderlo” da “influenze” esterne, a noi comuni mortali non rimane altro che viverlo con ancora maggiore forza, impegnandoci il più possibile nei valori della solidarietà, della pace, della fratellanza e della sobrietà.

Valori che sono strettamente collegati alla famiglia, in seno alla quale la maggior parte degli abruzzesi, nel rispetto della difficile situazione nazionale, vivranno questa festività.

Un consiglio per credenti e non al fine di ritrovare lucidità, equilibrio, spiritualità e speranza nel futuro. Una speranza nel futuro di cui hanno bisogno gli ultimi, in particolare gli anziani e i più giovani, troppo spesso abbandonati, e gli aquilani e gli altri abitanti del cratere del terremoto del 6 aprile 2009.

Per questi, il quarto Natale dopo il tragico sisma che causò la morte di 309 persone si annuncia per certi versi peggiore dei precedenti.

Dopo oltre tre anni e mezzo la ricostruzione pesante, quella classificate E, le case più danneggiate dalla furia della scossa, non è partita, 32 mila persone devono ancora rientrare.

E la speranza sta lasciando spazio alla rassegnazione, alla delusione e, in molti casi, alla rabbia.

Sentimenti che si aggiungono al peso di anni di sofferenza per i  postumi del terremoto e per la crisi economica.

Buon Natale a tutti, in particolare ai lettori che sempre più numerosi ci onorano della loro generosa fiducia.