PESCARA – A Pescara materiali riciclati e fantasia danno vita a delle vere e proprie opere d’arte sui trabocchi, le antiche macchine da pesca in mare, simboli autentici di una città come quella adriatica.
Dopo l’ennesima alluvione che ha colpito la città durante la stagione primaverile, il fiume Pescara si è ingrossato ed il mare, danneggiando la spiaggia, ha portato a riva diversi materiali.
In particolar modo la corrente ha trascinato con sé grossi rami, che sono stati oggetto di molteplici denunce perché pericolosi soprattutto per la navigazione.
Stefano Caposano, pescarese di origine ma residente a Cappelle sul Tavo, in provincia di Pescara, ha però colto l’occasione, ispirato dalla bellezza del paesaggio marino e dalla sua infanzia vissuta soprattutto al mare grazie al papà, trasformando grossi rami in veri e propri trabocchi in miniatura creati sulla naturale curvatura dei rami stessi.
Questa passione, nata per caso, durante un periodo difficile della sua vita ora rappresenta per Caposano un hobby che in futuro potrebbe dar vita anche ad una piccola attività artigianale.
Signor Caposano, cosa rappresenta per lei il trabocco?
Ha un significato particolare: mi riporta indietro nel tempo, mi ricorda la mia infanzia trascorsa in gran parte al mare con papà che aveva con i suoi amici un trabocco sul fiume, ed io ero molto incuriosito da queste palafitte intrecciate che dominavano sul mare e nel caso specifico sul fiume.
Come nasce l’interesse per questo particolare hobby?
In maniera simbolica. Sono stato per alcuni mesi senza lavoro a inizio anno ma un giorno per distrarmi e trovare un attimo di serenità sono andato a fare una passeggiata con mio figlio al mare. Lì mi è venuta l’idea di creare un modellino con un ramo. E così man mano che passavano i giorni ne ho costruiti altri.
I materiali?
Sono tutti assolutamente riciclati. Questa è la particolarità. Sono legni levigati dal fiume in realtà, o radici di alberi sradicati dalla corrente delle acque; anche le reti sono quelle inutilizzate dei pescatori e per impreziosire il modellino utilizzo, per esempio, le conchiglie. Riesco a lasciarmi ispirare dal legno e dalla sua particolare forma.
E i colori?
Lascio quelli naturali per mantenere la primitiva bellezza del trabocco; sono dei colori sbiaditi dalle acque dei mari e dall’umidità.
Ha mai pensato di aprire una piccola attività?
In molti mi hanno chiesto di poter acquistare dei modellini, quindi non lo escludo ma sarebbe molto difficile aprire un’attività perché questi particolari legni si trovano soprattutto in seguito a mareggiate che, mi auguro per Pescara, non saranno in futuro molto frequenti!
È possibile visualizzare le foto dei modellini aggiornati di Caposano sulla pagina Facebook chiamata I Trabocchi di Stefano.





