L’AQUILA – “Nei miei 36 anni di attività nel mondo del calcio questa promozione è la più bella che ottenuto. Non la dimenticherò mai”.
Lo assicura l’allenatore dell’Aquila Calcio, Giovanni Pagliari, che ha preso la guida tecnica dei rossoblù a cinque turni dalla conclusione della stagione regolare, dopo gli esoneri di Archimede Graziani e Maurizio Ianni.
“Il capoluogo abruzzese aveva proprio bisogno di questo successo – prosegue l’allenatore aquilano – proprio per dimenticare, per qualche minuto, le ferite del terremoto di quattro anni fa. Dispiace vedere la città ancora in pessime condizioni. Ho visto tante persone piangere per la felicità e io sono contento di aver potuto dare questa gioia. Inoltre sono anche soddisfatto di essere entrato nella storia dell’Aquila Calcio, una società ambita da molti, allenatori e giocatori”.
Vicino a Pagliari, durante l’intervista, ci sono i suoi due figli Giorgio e Alessio.
“Oltre agli aquilani – aggiunge – dedico la promozione soprattutto alla mia famiglia, i miei primi tifosi. Mia moglie Silvia e i figli mi sostengono specialmente nei momenti difficili e mi danno le motivazioni per andare avanti”.
Sul campionato Pagliari racconta che “ho sempre creduto che L’Aquila potesse conquistare il salto di categoria. L’organico è di un certo spessore – ricorda – e poi ho potuto notare che tutti i giocatori si sono messi subito a disposizione per raggiungere l’obiettivo. Vi ricordate che ho sempre detto che dopo aver conquistato i play off si sarebbe vista un’altra L’Aquila Calcio? Tutti i giocatori sono stati meravigliosi”.
E sulla sua conferma sulla panchina rossoblù Pagliari conclude affermando che “adesso festeggiamo e poi si vedrà. Ora non è tempo di parlare di conferme, perché voglio stare con la mia famiglia esultare per la promozione”.
Il presidente Corrado Chiodi, però, è pronto a confermarlo.
“Per me non ci sono problemi – dice il numero uno rossoblù tenendo in braccio il figlio Alessandro – ci possiamo sedere e vedere cosa si può fare per fargli guidare di nuovo la squadra”.
Chiodi commenta la stagione a due facce, balbettante all’inizio e trionfale alla fine, ammettendo a posteriori che “forse all’inizio non avrei dovuto esternare troppo entusiasmo come invece ho fatto. Comunque siamo arrivati alla fine e ringrazio tutti i tifosi che sono stati meravigliosi, mi sembrava di stare insieme a tanti fratelli – spiega – Siamo riusciti nel nostro intento, perché siamo riusciti a stare uniti; se anche il governo ci sarà vicino, il capoluogo abruzzese sarà ricostruito velocemente”.
Chiodi non ha rancore verso i teramani, nonostante l’ostilità ricevuta nella gara di andata.
“Nella mia azienda ho tanti ragazzi e ditte subappaltatrici che provengono da quella città. Inoltre con il presidente biancorosso Luciano Campitelli non potevo non avere un abbraccio, quando ci siamo rivisti, anche perché bisogna essere sportivi prima di ogni altra cosa”, sostiene.



