L’AQUILA – Una palestra a cielo aperto, ma non solo, anche un punto di incontro per la chiacchiera dove rinasce la socialità: così si presenta, soprattutto nella bella stagione, la zona che circonda il Forte spagnolo cinquecentesco dell’Aquila.

Scatti, corse o anche semplici camminate, ma non manca neanche chi sta seduto tra studenti, mamme con i passeggini, coppie di anziani mano per mano, amici, giovanissimi perfino con i libri in mano.

Dopo il tramonto, invece, la zona del locale La Fenice, lo storico chiosco dentro il parco, si riempie di voci e allegria, con presenze fisse e storiche per l’aperitivo.

Un luogo di aggregazione nel centro storico, a ridosso dei tanti cantieri aperti, alla ricerca di visi noti, riappropriandosi della città giorno per giorno.

Era solito per gli aquilani, darsi appuntamento a piazza Duomo, nel cuore della città, ferita dal sisma, adesso finalmente oggetto di cantieri aperti e in lavorazione ma, ovviamente, di conseguenza molto desolata. Oppure “a Grimaldi”, ovvero ai Quattro cantoni, all’incrocio dei due corsi che costituiscono cardo e decumano.

Oggi, invece, gli adulti si ritrovano spesso qui anche perché i loro figli hanno solo questo posto in cui giocare liberamente, l’unico in realtà che dispone di un parco confortevole, seppur non sempre pulitissimo, con dei bagni e un punto di ristoro.

Presenza fissa, dall’aperitivo in poi, quasi tutti i giorni, è un volto noto aquilano, Giuseppe Soccorsi, che tutti conoscono come Peppe. Ben vestito, sempre sorridente, Peppe viene qui a incontrare gli amici, per fare due chiacchiere in un posto che non sia un centro commerciale.

Su una panchina c’è Giulia, che sta preparando gli esami di maturità e viene al Castello, a ripassare le ultime cose in vista degli orali. “Finalmente ho finito, un mese di riposo e poi sotto con i test di medicina, all’Aquila o dove sia”. Non è sola, ma insieme a una sua amica, Ilaria che, invece, sta preparando la tesi di laurea proprio sul Forte spagnolo e viene qui, con il suo computer portatile, si siede vicino l’ingresso e “lascio che l’ispirazione di questi posti mi dia degli spunti”.

Lucio e Wilma invece, camminano mano per mano. Vanno adagio, hanno 78 anni lei e 79 lui.

“Veniamo tutti i giorni quando il tempo è buono – dicono – Abitavamo dietro via delle Tre spighe, vicino alla Fontana luminosa, la nostra casa è ancora lesionata dal terremoto. Dovrebbero cominciare i lavori presto, per cui veniamo qui a vederla da fuori e poi ci facciamo una passeggiata di un’oretta per tenerci su e soprattutto per vedere un po’ di gente”.

Laura gira intorno al Castello con la bambina di quasi 1 anno nel passeggino. “Dopo la maternità sono stata licenziata e ancora non trovo un altro lavoro – spiega – Andavo in palestra prima, adesso non posso e quindi vengo qui, la piccola sta all’aria aperta e io cerco, camminando, di smaltire gli ultimi chili presi con la gravidanza”.