L’AQUILA – Migliaia di aquilani e non hanno sfilato oggi in corteo per la sospensione delle tasse, l’occupazione nel “cratere” e il sostegno all’economia terremotata.
È stato il terzo atto della protesta “Sos”, dopo la sfilata del 16 giugno all’Aquila, con ventimila persone lungo le vie del centro e che hanno invaso l’autostrada A24, e quella del 7 luglio a Roma, con cinquemila aquilani lungo le strade della Capitale, tensioni con le forze dell’ordine e manganellate.
Partito da piazza d’Armi, in periferia Ovest del capoluogo, il corteo ha sfilato lungo viale Corrado IV e via XX settembre fino ad arrivare a piazza Duomo, dove si è svolto il comizio conclusivo.
Incerta la stima dei partecipanti, che oscilla tra i 13 mila dichiarati con prudenza dalla questura e gli oltre 26 mila annunciati trionfalmente dagli organizzatori.
UN CORTEO SOTTO L’ACQUA, MA BEN RIUSCITO di Alberto Orsini
I PARTECIPANTI: ”BENE L’EVENTO, MA LA RICOSTRUZIONE…”
21.02 – LO STRANO CORTEO DI LOMBARDI (PDL): CI PARTECIPA, MA LO BOCCIA
L’AQUILA – “Il corteo? L’ho visto poco, perché sono stato impegnato tutto il giorno a fare il ‘notaio’. La raccolta delle firme è andata bene, da me ne sono arrivate circa 400 in poche ore”.
Lo afferma l’ex sindaco dell’Aquila, Enzo Lombardi, che come consigliere comunale ha autenticato le firme a sostegno della proposta di legge popolare in uno dei punti di raccolta.
Un Lombardi che ha assolto il suo compito, partecipando di fatto a una manifestazione verso la quale, però, è fortemente critico.
“La politicizzazione annunciata – spiega – ha raffreddato molti e ha raffreddato anche me, ma la disponibilità a questo lavoro (quello di autenticare le firme, n.d.r.) va oltre gli schieramenti politici”.
Quanto alla legge, pur avendo raccolto le firme a sostegno, Lombardi paradossalmente boccia anche quella. “Non tutti gli articoli sono condivisibili – elenca – e per di più è scritta male. Però mettere in moto il Parlamento ed esercitare una spinta sul governo è importante”.
L’ex sindaco non vuole entrare sull’assenza di Regione e Provincia e sull’essere stato, di fatto, l’unico esponente di centrodestra presente a un corteo che peraltro contesta.
“Avranno avuto i loro motivi – conclude – forse la strumentalizzazione che non è stata sommessa, ma sbattuta in faccia”.
Successivamente, Lombardi ha dichiarato all’Ansa di non aver parlato con la dirigenza del partito, “d’altra parte, non mi interessa sentirli, se avevano qualcosa da dirmi, mi avrebbero chiamato”.
In riferimento agli aspetti che non lo convincono, Lombardi ha aggiunto: “I problemi arrivano dal comportamento di organizzatori non proprio disinteressati a venire all’Aquila, speriamo che i dubbi vengano fugati”.
20.15 – PICCONE (PDL) STRONCA LA MANIFESTAZIONE
“Pur rispettando il diritto di manifestare pacificamente, le dichiarazioni rese dagli esponenti di sinistra locali e nazionali sono la conferma della politicizzazione strumentale della manifestazione svoltasi all’Aquila, con la stragrande presenza di molte persone non aquilane”.
Lo afferma il coordinatore regionale abruzzese del Popolo della libertà, Filippo Piccone.
“Altro che ‘ricostruzione ferma’ come vuol far credere il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente del Pd – aggiunge Piccone – ci sono più di 10 mila cantieri aperti con le risorse messe a disposizione dal governo: il centro storico ha i finanziamenti per tutti beni pubblici compresi i sottoservizi e sono stati anche nominati i soggetti attuatori mentre, per la parte privata, i sindaci devono presentare i piani di ricostruzione, e per questi si è in fervida attesa”.
“Per il prezzario, poi – continua il parlamentare – ci sono solo alcune voci che si stanno rivedendo con gli ordini professionali e la settimana prossima si provvederà con un decreto in tal senso e per questo, è utile ricordare che, per il terremoto in Marche e Umbria i prezzari vennero rivisti più di otto volte”.
“Inoltre, ed è questo che contraddistingue il gran lavoro di questo governo nazionale e regionale – sostiene Piccone – c’è da ricordare che i lavori nel centro storico in Friuli vennero iniziati dopo quattro anni dal sisma per avere una ricostruzione di qualità e in Abruzzo siamo già pronti, se solo l’amministrazione che guida il Comune de L’Aquila mostrasse meno inefficienze”.
Piccone conclude dicendo “dopo la grande azione del governo sulla fase dell’emergenza, risultato positivo unico nel suo genere a livello internazionale, oggi, nonostante le molteplici difficoltà economiche internazionali, possiamo dire con l’assoluta certezza che il governo Berlusconi non ha mai lasciato solo l’Abruzzo dopo il sisma e anzi, ha mostrato sempre più profonda attenzione”.
18.02 – CIALENTE, ”LA RICOSTRUZIONE PESANTE E’ FERMA”
“La ricostruzione pesante è ferma, così come è ferma quella per le ‘E facili’, le case che abbiamo ribattezzato ‘super B’. Abbiamo i soldi, ma non si possono presentare progetti perché, per esempio, manca il prezziario, mancano gli elementi base”.
È la denuncia del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che sta partecipando alla manifestazione “Sos L’Aquila chiama Italia”.
“C’è anche un’altra criticità – ha continuato il primo cittadino – In materia economica e produttiva non si è fatto nulla, ancora non ci si è seduti una sola volta al ministero. C’è una grande confusione di governance e in questa situazione disperata, dal 1° gennaio prossimo, se non ci saranno nuove norme, dobbiamo restituire le tasse al 100 per cento per dieci anni”.
Cialente ha sottolineato che “in tal modo 150 mila italiani saranno chiamati a pagare più tasse degli altri. Quando i giornalisti della stampa estera vengono periodicamente a intervistarmi – ha concluso – non capiscono il perché di questa situazione”.
17.45 – IN UN’ORA DUECENTO FIRME ALLA PROPOSTA DI LEGGE
In circa un’ora, oltre 200 persone hanno firmato, all’Aquila, la richiesta di legge popolare di solidarietà nazionale sul terremoto.
Al banchetto allestito all’interno dell’affollatissimo Bar Nurzia, in pieno centro, c’è una lunga fila di cittadini decisi a firmare il documento.
Le operazioni sono coordinate dal consigliere comunale del Pdl Enzo Lombardi, il quale, proprio come rappresentante del Consiglio comunale dell’Aquila, può autenticare le firme.
In un’altra postazione a piazza Duomo si è formata una fila di persone non aquilane che possono apporre la firma solo alla presenza di un notaio, unico competente all’autenticazione, trattandosi di non residenti.
17.34 – PANNELLA (RADICALI), ”E’ UNA MANIFESTAZIONE POLITICA”
L’AQUILA – “Perché sto qui? Lei perché sta qui?”. Ha risposto con una domanda il leader dei radicali, Marco Pannella, ai giornalisti che gli chiedevano il motivo della sua partecipazione al corteo “Sos L’Aquila chiama Italia”. Alla risposta per fare questo lavoro e farlo all’Aquila, ha ribattuto: “Ecco, con questo ho risposto”.
Pannella ha anche smentito che non si trattasse di una manifestazione politica, come detto dagli organizzatori. “È una manifestazione a mio avviso assolutamente politica se parliamo di politica in senso stretto, e non di quella che è la politica in Italia”.
Arrivato in piazza Duomo, il leader radicale è entrato nello storico bar Nurzia, accettando un cappuccino con torrone offertogli dalla titolare. “Sono in sciopero della fame”, ha provato a protestare Pannella, ma alla fine si è concesso una deroga.
16:45 – FERRERO, PRC: “VICINO ALLA LOTTA DEL POPOLO AQUILANO”
Anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista e Federazione della sinistra, è tra i tredicimila che hanno sfilato nel capoluogo martoriato dal sisma del 6 aprile 2009.
Ferrero è per il pieno sostegno per quella che ha chiamato “la lotta del popolo aquilano contro una vergogna nazionale. Questo governo – ha spiegato – ha tramutato il terremoto in uno spot, ma dietro lo spot non c’è niente. Pieno sostegno, quindi – ha continuato Ferrero – alla proposta di una legge di iniziativa popolare, unica strada per la ricostruzione”.
Per l’esponente di sinistra la vergogna di questo Governo è anche “i soldi per le grandi opere, per i cacciabombardieri e non per le ditte che stanno lavorando per la ricostruzione aquilana”.
16:40 – CONCLUSO IL CORTEO
Tutti i partecipanti sono arrivati in piazza Duomo, come previsto, dopo essersi divisi in due parti: alcuni sono arrivati da via XX Settembre, altri hanno percorso via Sallustio, per attraversare le strade del centro storico dove sono ancora ben visibili i segni del terremoto.
In questa zona, dove molti edifici sono pericolanti, gli organizzatori della mobilitazione, indossando elmetti di sicurezza, si sono posti ai lati della strada invitando i partecipanti a camminare al centro.
16.00 – QUESTURA L’AQUILA: “13 MILA I MANIFESTANTI”, TESTA DEL CORTEO GIA’ A PIAZZA DUOMO
Secondo le stime della Questura dell’Aquila, contattata dalla redazione di AbruzzoWeb, sono circa tredicimila i manifestanti che stanno prendendo parte alla manifestazione.
La testa del corteo è già giunta in piazza Duomo, dove centinaia di persone stanno sottoscrivendo la proposta di legge popolare sulla ricostruzione. Molte persone, però sono ancora lungo il percorso che ha rispettato l’itinerario previsto alla vigilia.
15.45 – SPUNTA IL MAXI STRISCIONE “RIPRENDIAMOCI LA CITTA”’
Uno striscione lungo oltre dieci metri, con la scritta “Riprendiamoci la città”, è stato srotolato all’Aquila al passaggio del corteo dal ponte Belvedere, uno dei ponti simbolo della città, alle porte della “zona rossa”.
Al corteo partecipano migliaia di persone, lungo il percorso si aggiungono via via aderenti alla manifestazione.
15.25 – LA TESTA DEL CORTEO DAVANTI LA CASA DELLO STUDENTE
Sotto un vero e proprio diluvio la testa del corteo ha raggiunto la casa dello studente di via XX settembre, uno dei luoghi simbolo della tragedia aquilana. Lì i manifestanti hanno voluto tributare un omaggio alle otto vittime morte nel crollo della struttura universitaria con un applauso.
14.54 – DI PIETRO, IDV: “SE SI CONTINUA COSI’ CI VORRANNO 30 ANNI PER LA RICOSTRUZIONE”
“Ieri il Parlamento ha approvato l’acquisto di nuovi armamenti, mentre qui si muore”. Lo ha dichiarato il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro. “Il governo – ha aggiunto – deve scegliere meglio le sue priorità. Ho visto il centro dell’Aquila, se si continua così ci vorranno trent’anni per rifarlo,e intanto si corre dietro alle Ruby di turno”.
Di Pietro indossa una sciarpa neroverde che, ha svelato il capogruppo in Regione dell’Idv, Carlo Costantini, “gli è stata cucita e regalata da una signora aquilana”.
“A questa città servono soldi e autorizzazioni affinché il territorio sia responsabile nello spendere, senza una gestione centralizzata che finora è stata utilizzata solo per fare due pesi e due misure”, ha poi detto Di Pietro a Sky Tg24.
Secondo Di Pietro “non si sta facendo nulla perché il governo centrale, occupato su altri fronti, non pensa alle cose che interessano il Paese, difesa del suolo, occupazione, lavoro, territorio, tutela ambientale, università, scuola, ricerca”. È come – ha aggiunto – se mancasse la guida a una macchina, in questo modo tutto va a palline. Poi c’è conflittualità nella politica che strumentalizza ogni cosa”.
14.48 – BATTIBECCO TRA UNA MANIFESTANTE E GIORNALISTA DEL TG REGIONALE
Battibecco tra una manifestante che assisteva al corteo di viale Corrado IV dalla vicina via Roma e la giornalista del tg regionale Daniela Senepa. “Non la fate vedere L’Aquila”, l’ accusa lanciata dalla donna, ma la cronista ha risposto a muso duro.
14.45 – LOLLI (PD): “NON E’ UNA MANIFESTAZIONE POLITICA”
“Gli esponenti del centrodestra sarebbero potuti tranquillamente venire, questa non è una manifestazione politica e non vogliamo trasformarla in evento di centrosinistra”.
A dichiararlo è il parlamentare del Partito democratico Giovanni Lolli, che ha aggiunto: “La colpa però è di chi non c’è, non di chi c’è”.
14.40 – ENRICO LETTA (PD): “FIRMO LA LEGGE PERCHE’ E’ UN’OTTIMA INIZIATIVA”
Al corteo ha preso parte anche il vice segretario del Partito democratico, l’onorevole Enrico Letta, che ha sottolineato come “sia importante non lasciare sola L’Aquila; firmerò la legge perché è un’ottima iniziativa”.
“È stato un anno – ha detto Letta – estremamente complicato con tante promesse da parte del Governo e alla fine i risultati sono stati assolutamente deludenti”.
Letta si è detto preoccupato “per la carenza di idee sul futuro di una terra che era già un crisi prima del terremoto”. “Siamo qui – ha aggiunto – per esprimere la nostra vicinanza all’Aquila”. Sulle iniziative legislative e sulle misure di sostegno economiche e agevolazioni fiscali Letta ha suggerimento di far riferimento al modello Umbria e Marche, “che è stato un esempio di buona gestione da parte dei governi nazionali e regionali”.
Il vice segretario del Pd ha rinnovato la proposta di far diventare “L’Aquila la capitale nazionale dell’industria farmaceutica”. “Questo polo nazionale – ha spiegato Letta – può dare un senso di futuro, se invece rimaniamo alle logiche dell’emergenza sarà tutto più difficile”.
14.30 – CIALENTE: “DELUSO DAGLI ASSENTI”
Centinaia di persone sono in coda per sottoscrivere la legge di iniziativa popolare sulla ricostruzione. Tra queste anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, al quale non è piaciuto l’atteggiamento di Regione, Provincia e alcuni sindaci che non hanno partecipato alla manifestazione.
“Sono deluso la scelta di Regione, Provincia e alcuni Comuni di non partecipare: è un errore grave. In Friuli c’è stata una ‘zona franca’ della politica, qui si sta già pensando alle elezioni”.
“Credo – ha aggiunto il sindaco dell’Aquila – sia stato un errore molto grave perché è una manifestazione che nasce dalla società civile, dal sindaco e dai comitati cittadini e le istituzioni devono stare al loro fianco. È un errore strategico anche per l’immagine che diamo complessivamente”.
14.29 – STEFANIA PEZZOPANE: “NON SI PUO’ RIMANERE IN CASA SE POPOLO CHIEDE ATTENZIONE”
“Non si può rimanere a casa quando un popolo chiede attenzione”. Queste le parole dell’assessore al Comune dell’Aquila per le Politiche sociali e abitative Stefania Pezzopane che, sulle implicazioni politiche della manifestazione, che ha lasciato a casa numerosi sindaci del “cratere”, ha aggiunto: “Non è una manifestazione politica”.
“È una manifestazione con l’orgoglio aquilano, i colori neroverdi, e tanta gente da tutte le parti d’Italia, peccato che qualcuno abbia voluto dare un senso politico all’evento non venendo qui”.
“Stando insieme a questa gente – ha concluso – si capisce che è l’orgoglio aquilano a chiedere le cose. Tra i tanti che partecipano ci sono centinaia e centinaia di disoccupati aquilani. La misura della spontaneità della manifestazione è dimostrata anche dalle centinaia di persone in fila per firmare la legge di iniziativa popolare”.
14.19 – PARTE IL CORTEO
È partito con qualche minuto di ritardo il corteo della protesta “Sos L’Aquila chiama Italia”, che ha richiamato alcune migliaia di persone, provenienti anche da fuori regione. Dopo una mattinata caratterizzata dal cielo plumbeo, poco prima dell’inizio della manifestazione è iniziato a piovere.
Esposto alla testa del corteo uno striscione neroverde con scritto “Macerie di democrazia – L’Aquila chiama Italia”.
Il percorso raggiungerà piazza Duomo nel cuore del centro storico attraversando via XX settembre, una delle arterie più devastate dal terremoto del 6 aprile 2009.
Gli organizzatori stimano una presenza di cinquemila persone alla partenza della manifestazione, ma in corteo ci sono delegazioni di tutti i comitati locali che aderiscono all’ assemblea cittadina, di una parte dei sindaci del “cratere”, che sfila dietro ad alcuni gonfaloni comunali, delle categorie produttive, dei sindacati e degli ordini professionali dell’Aquila.
Si va avanti al grido di “L’Aquila è nostra”: in corteo c’è anche un grande striscione portato in ricordo delle vittime del sisma; molti manifestanti indossano i caschi protettivi da cantiere.
13.04 – ARRIVATE LE PRIME DELEGAZIONI DA NAPOLI
Tra le prime delegazioni arrivate davanti a piazza d’Armi ci sono quelle di Terzigno (Napoli) e Boscoreale (Napoli): ad accogliere i manifestanti c’è una lavatrice gigante fatta in cartone con dei panni appesi e uno striscione con la scritta “Basta speculare sui nostri panni”.
Dall’altro lato c’è invece uno stand per raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare elaborata dai cittadini sulla ricostruzione, affinché si abbiano finalmente regole e fondi certi, diversamente da quanto accade oggi.
Il resto lo fanno le immancabili carriole e gli striscioni con le scritte ‘Macerie di democrazia’.
Il corteo partirà alle 14 e attraverserà viale Corrado IV e via XX settembre per raggiungere piazza Duomo. AbruzzoWeb seguirà minuto per minuto la manifestazione.
13.00 – CHI PARTECIPA E CHI NO
Sfileranno delegazioni istituzionali a partire dal Consiglio Comunale dell’Aquila, che ha votato l’adesione all’unanimità, sindacati, associazioni, l’Università e la locale squadra di rugby, gloria sportiva della città.
Sono attese rappresentanze di altri Comuni del cratere, anche se i sindaci di alcune amministrazioni hanno deciso di rinunciare visto che la manifestazione è stata, a loro dire, “strumentalizzata dal centrosinistra per criticare il Governo”.
Ci saranno le segreterie di buona parte dei partiti di opposizione: Pd, Radicali, Sel, Prc, Sinistra critica, Psi, Comunisti italiani e Italia dei Valori. Lo stesso leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha annunciato la sua presenza.
LA CONVULSA VIGILIA
L’AQUILA – Una convulsa e polemica vigilia ha fatto da prologo alla manifestazione nazionale di quest’oggi “Sos L’Aquila chiama Italia”, promossa da comitati e assemblea cittadina per rivendicare una fondi per la ricostruzione, agevolazioni fiscali uguali a quelle concesse ad altre popolazioni colpite da calamità naturali, rilancio dell’economia.
Un evento che verrà seguito da AbruzzoWeb minuto dopo minuto, per il quale, in base alle ultime riunioni della vigilia, è già stata stimata una partecipazione di almeno 10 mila persone, come spiega il comandante della polizia Municipale, Eugenio Vendrame. Quaranta pullman in arrivo da fuori, è chiaro che la stima potrebbe salire, anche di molto, in base alla partecipazione degli aquilani.
Il clima non è esattamente quello delle precedenti manifestazioni organizzate in estate, ma la voglia di esserci e di manifestare per la ricostruzione sono palpabili, perciò non si esclude il boom di presenze.
Contestualmente al corteo, verrà avviata anche la raccolta delle cinquantamila firme necessarie al sostegno della legge d’iniziativa popolare per la ricostruzione.
È di ieri, comunque, la notizia dell’approvazione da parte del Governo di un ordine del giorno di tutti i parlamentari abruzzesi con il quale viene riconosciuto ai terremotati del cratere sismico lo stesso trattamento fiscale riservato alle popolazioni di Umbria-Marche e Molise e agli alluvionati del Piemonte, con restituzione delle tasse sospese a partire da giugno 2011 (ma è possibile un’ulteriore proroga) con una decurtazione al 40 per cento.
Alle 14 il corteo partirà da piazza d’Armi e attraverserà via XX settembre, corso Federico II e si concluderà in piazza Duomo dove è stato allestito un palco dal quale interverranno esponenti dell’assemblea cittadina, parenti delle vittime del sisma, studenti, università, disoccupati, cassintegrati, mentre non dovrebbero essere previsti interventi di tipo politico da parte dei rappresentanti dei partiti di centro sinistra e dell’Udc che parteciperanno alla manifestazione. Diretta tv sul portale www.abruzzo24ore.tv e sul canale aquilano di TvUno.
Ma in questi casi il cambio di rotta può avvenire anche a manifestazione in corso. Attesi anche rappresentanti delle delegazioni che giungeranno all’Aquila da fuori regione, si stimano almeno una quarantina di pullman, in rappresentanza di movimenti, comitati, e associazioni che si uniranno a quelle locali, ai sindacati e a esponenti del mondo economico e produttivo aquilano.
Proprio le adesioni esterne alla manifestazione, in particolar modo quelle con maggiori caratterizzazioni politiche e sociali, come i No Tav, grillini, popolo viola e molte altre hanno, di fatto, spaccato, il fronte della protesta: ufficialmente Regione e Provincia dell’Aquila non prenderanno parte alla manifestazione, così come non saranno presenti al corteo i sindaci di diversi comuni del cosiddetto cratere sismico,ovvero Barete, Cagnano Amiterno, Capestrano, Capitignano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Poggio Picenze, San Pio delle Camere e Villa Sant’Angelo.
Troppo forte, secondo loro, il rischio di strumentalizzazioni tanto che in un comunicato congiunto il corteo viene definito “politico e non istituzionale”.
Gli organizzatori, comunque, hanno più volte richiamato i partecipanti a sfilare esclusivamente sotto la bandiera neroverde, che rappresenta i colori della città dell’Aquila.
Sfilerà, invece, il Comune dell’Aquila con il suo gonfalone così come hanno assicurato la presenza il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, il vice segretario Pd, Enrico Letta, l’onorevole Pierluigi Mantini dell’Udc, Marco Pannella dei radicali ed esponenti locali e regionali del panorama politico nazionale e regionale del centrosinistra.
Sarà presente anche il consigliere regionale del Molise del Pd Michele Pietraroia che ha presentato un ordine del giorno al Consiglio regionale affinchè la sua regione dimostri solidarietà nei confronti dei terremotati abruzzesi e vengano riconosciuti gli stessi diritti riconosciute alle altre popolazioni colpite dal sisma.
Molti arriveranno di persona e altri faranno arrivare la loro testimonianza. Come il regista Mario Monicelli, il quale ha organizzato e promosso interviste a personaggi del mondo della cultura, della scienza e dell’arte, da Corrado Augias a Margherita Hack ai fratelli Paolo e Vittorio Taviani, e che invierà una lunga testimonianza video a più voci che sarà proiettata su un maxi schermo.
Il corteo attraverserà il centro storico per raggiungere piazza Duomo.
Sui rischi che tra i partecipanti possano “infiltrarsi” anche persone poco interessate alle richieste e le rivendicazioni dei terremotati è intervenuto anche l’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, sia a margine di un convegno sia con un comunicato ufficiale ‘più pacato’.
“Rivolgo un appello – ha dichiarato – a tutti gli aquilani migliori di fare in modo che questa manifestazione di domani sia veramente un grido al Governo, allo Stato, per dire che L’Aquila c’é e ha i suoi problemi, ma esorto tutti a eliminare possibili infiltrazioni e strumentalizzazioni”.
COMANDANTE MUNICIPALE L’AQUILA: ”PREVISTE ALMENO 10 MILA PERSONE”
L’AQUILA – “Sulla carta sono previste almeno 10 mila persone per il corteo di oggi”.
Lo annuncia il comandante della polizia Municipale dell’Aquila, Eugenio Vendrame, al termine di una riunione a poche ore dall’evento. “Confermato l’arrivo di quaranta pullman, il numero dei presenti salirà in base alla partecipazione degli aquilani”, spiega.
Quanto alla viabilità, il comandante spiega che “non ci dovrebbero essere grossi contraccolpi, visto che saranno chiuse solo viale Corrado IV e via XX settembre. I manifestanti – elenca – sfileranno fino a piazza Duomo. Tutti non ci entreranno, gli altri staranno lungo il corso. L’unica via chiusa per precauzione sarà via dell’Arcivescovado”.
I vigili urbani cureranno la viabilità di raccordo con la questura e la prefettura, ma non si occuperanno di possibili “infiltrazioni” di facinorosi nel corteo per la ricostruzione, di cui si è tanto parlato nei giorni precedenti.
Ciononostante, secondo Vendrame “in eventi di questo genere è sempre possibile che qualcuno si infili. Essendo però una manifestazione non ‘contro’ ma ‘pro’ – conclude – ci auguriamo che sia pacifica”.
GLI STUDENTI DEL ”COTUGNO”: “MANIFESTIAMO PER IL NOSTRO FUTURO”
L’AQUILA – “Ci sembra importante far sentire la nostra voce in quanto siamo noi il futuro dell’Aquila”.
Ad affermarlo sono gli studenti del Liceo “Domenico Cotugno” che oggi parteciperanno numerosi alla manifestazione “L’Aquila chiama Italia”.
“Ci saremo per protestare innanzitutto contro i tagli alla scuola pubblica – ha detto Laura Di Stefano, portavoce degli studenti dell’istituto – Soprattutto noi studenti aquilani oggi come oggi abbiamo pochi punti di riferimento, e tra questi c’è la scuola, quindi ci teniamo che venga tutelata. Anche i tagli all’Università ci preoccupano, perché tolgono speranza al nostro futuro”.
“Il nostro intento – aggiungono gli studenti – è anche quello di richiamare quanto più possibile l’attenzione anche e soprattutto sui problemi legati alla ricostruzione e alle difficoltà che incontriamo nel riunirci per studiare e non solo. Per questo noi ragazzi, troppo spesso lasciati da parte in questo scenario di desolazione e corruzione, chiediamo a gran voce una collaborazione affinché le nostre testimonianze, le uniche non politicizzate, possano essere rese pubbliche”.
Ad unirsi al corteo saranno numerosi gli studenti del liceo, o almeno lo sperano. “Durante l’assemblea d’istituto che si è svolta ieri – ha spiegato la Di Stefano – abbiamo cercato di spronare i nostri compagni a partecipare. Molti professori ci appoggiano, infatti parteciperanno anche loro alla manifestazione”.
Gli studenti del Liceo “D. Cotugno” si sono dati appuntamento fuori l’istituto che si trova a Pettino, alle 13.15, da dove raggiungeranno Piazza d’Armi per la partenza del corteo.



