PESCARA – Durissima condanna in Egitto, confermata in terzo grado di giudizio, a 25 anni di carcere per Luigi Giacomo Passeri, il pescarese di 33 anni arrestato al Cairo nell’agosto del 2023 per traffico di droga. Si chiude nel più amaro dei modi la vicenda oggetto d tante interrogazioni parlamentari, e di un appello del sindaco di Pescara Carlo Masci, al vicepresidente del Consiglio e ministro degli esteri Antonio Tajani, chiedendo di far pressione sul regime egiziano per ottenere la possibilità di espiazione della pena in Italia.
Passeri in condizioni disumane è detenuto dall’agosto 2023 dopo essere stato condannato in appello a 25 anni di carcere per possesso e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Era stato trovato con 40 ovuli di cocaina ingoiati. I famigliari hanno sempre sostenuto la sua innocenza e la totale assenza di chiarezza dell’intera vicenda.
Quando è stato fermato dai poliziotti, alla vigilia del suo rientro in Italia dopo una vacanza, l’uomo aveva infatti con sé una modica quantità di marijuana. Poi la firma “al buio” e sotto minaccia di alcune carte e le pesanti accuse, che hanno portato alla condanna.
Duro lo sfogo del fratello maggiore Antonio Marco Passeri. “Sono sfiduciato, perché l’Egitto è uno Stato dove le leggi non ci sono, ma la legge la fanno loro. Ho cercato di chiedere aiuto per i suoi diritti, per tutto quello che ha subito, dalle minacce ai maltrattamenti. Ma niente, non si può fare niente, perché non c’è qualcuno che possa andare lì a combattere per i suoi diritti. Quello che dice l’Egitto, va bene così”.
Per finire con lo stesso ministro Antonio Tajani, che il 22 luglio 2024 si era interessato direttamente del giovane Luigi Giacomo Passeri, rassicurando sul buono stato di salute e condizioni detentive dello stesso, ma allo stesso tempo che bisognava attendere l’esito del processo. Passeri era stato trovato con 40 ovuli di cocaina ingoiati che poco hanno a fare con un uso personale. Ora, però, l’unico obiettivo rimasto pare sia l’ottenimento della rogatoria internazionale: «Paradossalmente – ha detto Antonio Marco Passeri, fratello maggiore di Luigi – questa condanna definitiva è la condizione per richiedere ufficialmente il rimpatrio e poter far così scontare la pena in Italia; me lo ha confermato la stessa vice-ambasciatrice italiana al Cairo, questa conclusione permette di attivare la procedura, che sarà totalmente seguita dal Ministero degli Esteri. Questo paese, l’Egitto, a me spaventa – ha concluso Antonio Marco – Non l’ho ancora detto a nessuno, non so come comunicarlo. Mia madre sta a casa da sola, in questo momento a Pescara, dove Andrea, l’altro fratello tornerà tra una settimana assente per lavoro. Una sorella, Anna, lavora a Londra. Ora spero solo che Luigi Giacomo rientri al più presto in Italia, dove sicuramente sarebbe trattato con più umanità».
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