L’AQUILA – Un pino nero di 377 anni, che vive nel parco Nazionale d’Abruzzo, precisamente nella riserva della Camosciara, all’Aquila, a 1.440 metri di altitudine.
È questo l’albero più antico, uno dei tanti tesori delle foreste e delle radure della regione Abruzzo, che rappresentano un tesoro naturale di inestimabile valore e che sono stati inseriti nell’opera realizzata da Caterina Artese, Alberi Monumentali, presentato questa mattina.
Sono 363 gli alberi che sono stati censiti secondo la localizzazione, la grandezza, i dati dendrometrici, come se fosse un vero e proprio catalogo delle opere d’arte di un museo. E di vere e proprie opere d’arte si tratta, ma l’artista, in questo caso, è la natura.
Nell’Auditorium della Regione Abruzzo, a Palazzo Silone, all’Aquila, insieme a un folto gruppo di sindaci dell’Aquila, ad alcuni membri della forestale e appassionati, anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha commentato il tomo edito da Cogecstre Edizioni.
“Quest’opera riveste una significativa valenza culturale – ha spiegato Chiodi – Con il decreto 72, la Regione Abruzzo intende classificare i nostri alberi come monumenti naturali, sono beni da salvaguardare e valorizzare anche da parte dei sindaci, perché le nostre comunità amano e voglio proteggere queste piante. Questo è il nostro compito”.
“Come per le opere d’arte, l’Abruzzo ha e mette in bella mostra questi tesori naturalistici, e li ha censiti in un catalogo”, ha concluso.
Insieme a Chiodi anche Gianfranco Giuliante, assessore alla Tutela e valorizzazione del territorio, che ha espresso il suo apprezzamento per un’opera che “potrebbe anche diventare un calendario”.
“Se aggiungessimo solo due alberi – ha commentato – arriveremmo a 365 e potremmo realizzare un vero e proprio calendario con un’opera d’arte naturale ogni giorno”.
Secondo Giulante questa è la prima azione concreta della Regione per dare risalto e proteggere i beni ambientali, “così come prevede già la legge 38 nel 1996, all’articolo 25 comma 3, che permette di annoverare gli alberi nei registri immobiliari e ne obbliga la tutela come patrimonio della comunità”.
“Questo tomo costituisce un elemento cardine per la conoscenza del territorio, per potersi muovere con competenza e cognizione di causa – ha puntualizzato anche il direttore Regionale Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia, Antonio Sorgi – Questo è un tassello importante per il nostro sviluppo, che migliora e arricchisce il patrimonio regionale e permette di effettuare scelte condivise sul territorio abruzzese”.
A prendere la parola, infine, è stata proprio la dottoressa in scienze forestali Caterina Artese, che ha tenuto un intervento filosofico, sulla tutela dell’ambiente e della terra.
“Gli esseri umani sopravviveranno solo se tuteleranno Gaia, la nostra terra – ha affermato – Stiamo lentamente maturando una coscienza collettiva, l’uomo sta iniziando a sentirsi parte di relazione complesse con l’ambiente e sta realizzando che tutte le azioni che compie hanno ripercussioni, sia positive che negative sulla natura, ma anche sulla regione, sulla nazione e sul mondo intero”.
“Il decreto 72 sta andando proprio nella direzione della green economy, perché le piante sono organismi biologici complessi che vanno tutelati per la salvaguardia dell’ambiente”.
“Dobbiamo proteggere gli alberi – conclude la Artese – perché sono un esempio per gli essere umani, vivono con l’ambiente e resistono alle tempeste. Sono un prodotto storico irripetibile , che distrutto non può essere riprodotto, sono testimoni del tempo, sono una descrizione retrodatata del nostro ambiente”.



