L’AQUILA – Si sono incatenati davanti ai cancelli dell’ex Ingegneria a Roio ieri mattina i professori Gianfranco Totani e Alfonso Paoletti per protestare contro i ritardi nella ricostruzione della struttura che ospitava fino al 6 aprile 2009 la facoltà e lanciare l’allarme sul rischio di spostamento in un’altra città.

Ma il rettore, Ferdinando di Orio, ha rassicurato docenti e studenti: “La facoltà non si muove da qui”. D’altra parte, ha ammesso che non ci sono soldi per ricostruire le facoltà che avrebbero necessità urgente di interventi, Ingegneria ed Economia a Roio e Medicina a Coppito, e che i 40 milioni stanziati dal commissario, Gianni Chiodi, si potranno usare solo per la sede del rettorato, palazzo Carli, e la facoltà di Lettere, palazzo Camponeschi: due strutture che sarebbero poco utili anche ricostruite a breve.

Il Consiglio di facoltà ha espresso solidarietà ai docenti ribelli per bocca di Maria Teresa Todisco, così come fatto in una nota dal rappresentante degli studenti Matteo Saraullo.

Anche i comitati cittadini hanno lanciato l’allarme sul futuro dell’Ateneo, evocando con Giuseppina Pitari (che è anche prorettore) e soprattutto con Antonio Di Giandomenico l’ombra di un complotto per esportare l’Università fuori L’Aquila.

Gli oppositori del rettore, capitanati dal “picconatore” Sergio Tiberti, hanno scritto una nuova lettera-fiume a di Orio, invitandolo a farla finita con i proclami perché, secondo loro, gli spazi di manovra per ricostruire Ingegneria ci sono.

IN CATENE

“Questa protesta – spiega il professor Paoletti – svilisce l’essere umano. Quando una persona arriva a incatenarsi fa l’azione più bassa possibile. È per noi però l’unico modo per richiamare l’attenzione dei colleghi di facoltà e non solo sulla situazione che si è creata sull’edificio di Roio”.

“Per due terzi della struttura, infatti – aggiunge – non si sta facendo assolutamente nulla. I blocchi ‘B’ e ‘C’ che necessitavano di 5-6 mesi di lavoro sono nelle stesse condizioni del 6 aprile 2009. Solo sul blocco ‘A’ si sta intervenendo grazie a un finanziamento del Rotary. Si tratta di una situazione di stallo completo”.

I docenti sono preoccupati anche dagli episodi che sono accaduti la scorsa settimana e in particolare dal contenzioso aperto riguardo alla struttura dell’ex Optimes, che attualmente ospita la facoltà di Ingegneria.

“Dopo aver capito che il contratto d’affitto era troppo alto rispetto alle stime di mercato – continua Paoletti – il rettore ha dichiarato di volerlo annullare e di voler indire un bando regionale per trovare una nuova sede della facoltà. Mi sembra una soluzione inaccettabile”.

“Significherebbe, infatti – sostiene – che la facoltà potrebbe essere spostata in qualunque altra città della regione. È un messaggio molto pericoloso quello che in questo modo l’Università dà alla città. Perché gli studenti dovrebbero restare all’Aquila se la facoltà rischia di essere spostata?”.

I due docenti avevano anche chiesto che il consiglio di facoltà, che si sta svolgendo questa mattina all’ex Optimes, fosse spostato a Roio. Una proposta che non è stata accettata dagli altri membri del consiglio.

“I progetti per il restauro degli edifici sono pronti, il presidente della Regione Chiodi ci ha assicurato che ci sono anche i soldi. Che si sta aspettando per dare il via ai lavori?”, conclude Paoletti.

Gli fa eco il collega Totani. “Gli studenti della facoltà – ricorda – hanno dichiaratamente espresso la volontà di tornare a Roio perché questo è il luogo dove si può svolgere adeguatamente la didattica. Questa struttura è un patrimonio della città”.

“Negli anni ’70 – chiude – era considerato uno dei campus più all’avanguardia d’Europa e noi oggi vogliamo abbandonarla. Questa situazione di noncuranza istituzionale è una ferita non solo per noi docenti, ma per tutti gli studenti e i cittadini”.

DI ORIO: ”INGEGNERIA NON SI MUOVE DA QUI”

L’AQUILA – “L’ultimo dei miei pensieri è spostare Ingegneria dalla città dell’Aquila”.

Il rettore, Ferdinando di Orio, risponde così alle accuse lanciate dai professori della facoltà Gianfranco Totani e Alfonso Paoletti che da questa mattina per protesta sono incatenati ai cancelli dello stabile di Roio che fino al 6 aprile 2009 ospitava la facoltà di Ingegneria.

I due docenti, infatti, si sono detti preoccupati della possibilità che la facoltà venga spostata dal capoluogo a seguito delle dichiarazioni del rettore all’indomani della pubblicazione della valutazione all’Agenzia del territorio, conosciuta come Ufficio tecnico erariale (Ute), secondo la quale l’affitto versato mensilmente dall’Ateneo per lo stabile dell’ ex Optimes (che attualmente ospita Ingegneria) sarebbe troppo alto rispetto al valore effettivo.

L’Università paga un canone di 1,9 milioni di euro più Iva, quindi circa 2,5 milioni, mentre l’Agenzia del territorio ha affermato che il prezzo per metro quadro doveva essere di 6,48 euro, di molto inferiore a quello pattuito.

“Quando ho saputo questo non ho potuto che chiedere la disdetta del contratto – spiega di Orio – ma non è mia intenzione spostare Ingegneria. Sono stato il primo a evitare con tutti i mezzi che questo accadesse nei giorni successivi al terremoto, quando si parlava di trasferirla a Pineto o a Penne”.

“Neanche un pezzo minimo del nostro Ateneo – assicura il rettore – dovrà andare fuori città. A Pescara sono stato anche aggredito da alcuni studenti della stessa Ingegneria per questa scelta, ma la porterò avanti finché possibile”.

”NON CI SONO SOLDI PER LE FACOLTA’ CHE CI SERVONO”

L’AQUILA – “Non abbiamo ancora un euro a disposizione né per le facoltà di Ingegneria ed Economia a Roio né per Coppito 2 dove era ospitata prima del terremoto parte della facoltà di Medicina”

Lo ha reso noto il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio.

“Il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi – ha spiegato – ha assicurato la disponibilità di 40 milioni di euro destinati ai palazzi Carli e Camponeschi. Ma queste strutture, entrambe in centro, avranno tempi di ricostruzione molto lunghi. Noi abbiamo bisogno di fruire subito di altri edifici, come appunto quelli di Roio e Coppito”.

“Avere la possibilità di fare i lavori a Ingegneria – ha aggiunto Chiodi . significherebbe riuscire anche a lasciare l’ex Optimes, evitando di pagare affitti onerosi”.

Importante, secondo il rettore, sarebbe anche il recupero dello stabile di Coppito 2.

“Lì ci sono i laboratori idonei alla ricerca che altrove non sono disponibili – ha spiegato – non avere la possibilità di usarli significa perdere milioni di euro stanziati per contratti internazionali di ricerca”.

Per questo motivo di Orio ha anche chiesto un incontro a Chiodi.

“Nell’accordo di programma firmato col ministro Gelmini si parla di 70 milioni destinati all’edilizia dell’Ateneo che ancora non sono stati di fatto erogati – ha concluso – Anche per la realizzazione del rettorato nell’ex San Salvatore c’è bisogno di 30 milioni che ancora non abbiamo. È importante che in questo senso si prendano le giuste decisioni”.

IL CONSIGLIO DI FACOLTA’ SOLIDALE CON GLI INCATENATI

L’AQUILA – Anche il Consiglio di facoltà di Ingegneria, che si è svolto oggi nei locali dell’ex Optimes, esprime solidarietà ai due docenti che da alcune ore sono incatenati ai cancelli della struttura che ospitava la facoltà a Roio prima del terremoto per denunciare i ritardi nel ripristino dell’agibilità dell’edificio.

“Auspichiamo che tutti gli enti si diano da fare per risolvere il problema prima possibile”, spiega un membro del Consiglio, la professoressa Maria Teresa Todisco.

“Una parte dei lavori, quelli finanziati dal Rotary club, è quasi terminata; per quanto riguarda l’altra, invece, il progetto è pronto, mancano solo i finanziamenti. Appena arriveranno i soldi si partirà con i lavori. Contiamo di rientrare nel più breve tempo possibile”.

L’auspicio dei docenti di Ingegneria riguarda anche la carenza di spazi nella struttura dell’ex Optimes, dov’è ospitata la facoltà dai mesi successivi al terremoto.

“Abbiamo poche aule – spiega la Todisco – la situazione a Roio era migliore e più adatta a una facoltà di prestigio come la nostra”.

STUDENTI SOLIDALI CON I PROFESSORI

L’AQUILA – “Gli studenti intendono esprimere solidarietà ai docenti Totani e Paoletti per la protesta messa in atto presso la sede di ingegneria, inagibile, sita a Monteluco di Roio”. È quanto si legge in una nota diffusa dal rappresentante degli studenti di ingegneria, Matteo Saraullo.

“Le motivazioni che hanno spinto alla presa di posizione, sono condivise e si reputa impossibile che a quasi due anni dal sisma i lavori di ristrutturazione gravino ancora in uno stato stagnante”.

“L’esigenza di avere una sede stabile è una prerogativa fondamentale per il proseguo delle attività didattiche in città, esigenza amplificata dalle vicende di questi giorni inerenti alle modalità e ai costi d’affitto della sede provvisoria sita attualmente presso la ex Optimes, che hanno comportato la rescissione del contratto di locazione”.

“Ci si augura che tale presa di posizione congiunta da parte di docenti e studenti possa accelerare i tempi burocratici che stanno impedendo un avanzamento concreto dei lavori”.

COMITATI: ”PORTARE FUORI L’ATENEO E’ UN PROGETTO POLITICO?”

L’AQUILA – “Molti colleghi docenti non sono nelle condizioni di lavorare e nessuno se ne preoccupa, né il sindaco, né i presidenti di Regione e Provincia. Nel tavolo della ricostruzione l’Università non è stata neanche invitata. Non escludo la possibilità che ci sia alla base un progetto politico preciso”.

Così il prorettore, nonché esponente dei comitati aquilani, Giuseppina Pitari, ha attaccato le istituzioni ed espresso solidarietà con i colleghi che oggi hanno messo in scena una protesta contro i ritardi nel ripristino dell’agibilità dell’edificio che ospitava la facoltà di Ingegneria a Roio prima del terremoto, incatenandosi ai cancelli della struttura.

“Non ci sono progetti da parte dei nostri interlocutori amministrativi che possano dare certezze all’Ateneo – ha detto a margine dell’assemblea cittadina che si è svolta oggi pomeriggio nella sala conferenze dell’hotel Castello – Che cosa è stato fatto per gli studenti? La casa dello studente di fatto non è stata ricostruita, i soldi per rendere agibili le sedi storiche delle facoltà non ci sono”.

“Il rettore – ha aggiunto – ha dichiarato, infatti, che i 40 milioni di euro messi a disposizione da parte del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, per l’Ateneo sono vincolati a palazzo Carli e a palazzo Camponeschi. Per le altre sedi che si intende fare?”.

A un complotto ha fatto riferimento anche l’ex consigliere comunale della Margherita, Antonio Di Giandomenico, durante l’assemblea.

“Qui non c’è classe dirigente, a nessun livello: né alla Regione, né alla Provincia, né al Comune – ha accusato – Si stanno ponendo le basi per togliere all’Aquila l’Ateneo. Non dobbiamo permettere che ci scippino l’Università. C’è una mentalità politica che sta puntando a questo”.

GLI OPPOSITORI AL RETTORE: BASTA CON I PROCLAMI

L’AQUILA – “Anziché lanciare inutili e infruttuosi proclami a mezzo stampa, i vertici dell’Ateneo devono cercare le sinergie istituzionali necessarie per stornare immediatamente il 10 per cento delle disponibilità di fondi Cipe per il ripristino del corpo ‘B’ della sede di Roio della facoltà di Economia, tenendo conto dei tempi imprevedibilmente lunghi di recupero del centro storico”.

Lo affermano in una nota gli oppositori al rettore dell’Ateneo dell’Aquila, Ferdinando di Orio, contestando le dichiarazioni che ha reso questa mattina ad AbruzzoWeb dopo la clamorosa protesta di due docenti della facoltà di Ingegneria, che si sono incatenati ai cancelli del plesso universitario.

Nella nota, i docenti illustrano un quadro che, secondo loro, potrebbe portare a rientrare dentro la facoltà di Roio, danneggiata dal sisma, nonostante le difficoltà economiche illustrate dal rettore.

Tra i firmatari, il “picconatore” del rettore, Sergio Tiberti, e il direttore del dipartimento di Medicina sperimentale, Edoardo Alesse, che fu concorrente per la carica di rettore nelle ultime elezioni, sconfitto da di Orio tra mille polemiche.

DOCUMENTI CORRELATI:

IL TESTO DELLA LETTERA