L’AQUILA – Si allarga dalle imprese alle professioni la “guerra” in corso nel capoluogo per la ricostruzione dei condomìni danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009. Dopo l’attacco di un imprenditore aquilano (rimasto anonimo), che ha denunciato l’occhio di riguardo che ci sarebbe nei confronti delle ditte di fuori nella scelta per i lavori, e dopo le conferme arrivate dai costruttori, dagli ingegneri e dagli amministratori di condominio, anche i geometri ammettono l’esistenza del problema. Con un’importante aggiunta: la concorrenza dei “forestieri” colpisce anche loro, i tecnici.
Ne parla il presidente del Collegio dei geometri della provincia dell’Aquila, Giampiero Sansone. “Dal resto d’Italia – spiega – vengono tecnici che affermano di avere esperienza specifica per aver curato già la ricostruzione nei terremoti dell’Irpinia o dell’Umbria. A parte che si tratta di terremoti del tutto diversi dal nostro, ma anche fosse, aver lavorato in quelle zone non costituisce certo una medaglia al valore! Ogni professionista, se serio, è capace di ben progettare un intervento di ricostruzione. Non c’è bisogno di battesimi particolari”.
Quanto alle imprese, “so che molti cantieri sono affidate a società provenienti da fuori L’Aquila. In un certo senso – continua Sansone – questo è normale, perché il capoluogo abruzzese ora è il cantiere più grande d’Europa. Ma come ho detto non c’è concorrenza solo per le imprese, ma anche per i professionisti: geometri, ingegneri e architetti”.
Con la mole di lavori da fare nei prossimi anni, spazio ce n’è e ce ne sarà per tutti, ma per Sansone l’aquilanità nella scelta dovrebbe avere una priorità. “Da aquilano – spiega – vorrei che i soldi della ricostruzione rimanessero in città, invece assieme alle ditte andranno via anch’essi. Di utile sul territorio ne resterà poco o niente”.



