L’AQUILA, 1° GIUGNO – Prevalgono le imprese provenienti da fuori “cratere” nei lavori di ricostruzione dei condomini danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009. Emersa nei giorni scorsi dalla segnalazione di un imprenditore e confermata dall’Ance, la tesi della “guerra” viene riconosciuta anche da Paolo De Santis, presidente provinciale dell’Ordine degli ingegneri. “Basta farsi una camminata in giro per vedere quello che succede, dando un’occhiata alle insegne”, spiega.

Secondo De Santis, “in questa fase sta succedendo di tutto. Sulla scelta dell’impresa – svela – arrivano spinte da tutte le parti. Interessi degli amministratori, amicizie, politica: c’è di tutto, il terremoto evidentemente c’è stato anche nelle coscienze. Meglio non aggiungere altro”. De Santis sottolinea anche un altro aspetto: “Nel sito web del Comune – afferma – c’è l’elenco totale delle pratiche presentate, che cita per ogni edificio il richiedente, il professionista, l’immobile, la pratica con l’importo, insomma tutto, tranne la ditta, nonostante lo avessi richiesto già da molto tempo fa. Mentre prima del sisma le imprese lavoravano con ribassi anche del 20 per cento, ora stanno lavorando a prezzi pieni: è facile immaginare che questa somma aggiuntiva venga dedicata alla promozione, poi c’è chi si presta e chi no”.

Il presidente dell’Ordine degli ingegneri comunque ne ha anche per le stesse imprese aquilane: “Nel primo periodo – la critica – si sono lanciate sui puntellamenti e sulle abitazioni classificate A, snobbando anche un po’ le pratiche per le B e le C. Adesso le ditte di fuori stanno lavorando”. (alb. or.)

L’ANCE CONFERMA LO SCONTRO

L’AQUILA, 27 MAGGIO – “Il problema esiste e anche noi abbiamo avuto lamentele in tal senso”. A confermare il duello in corso tra le ditte aquilane e forestiere per i lavori sui condomìni classificati E è il presidente provinciale dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), Filiberto Cicchetti.

Intervistato dal Centro, spiega: “Sono venute imprese da fuori regione, spiega, sbandierando curriculum di prestigio. In alcuni casi si tratta certamente di ditte serie, ma altre sono improvvisate e non valgono quelle nostre. Tra l’altro, le imprese locali hanno una storia che tutti possiamo conoscere, è facile informarsi e avere le referenze. Molto meno facile è fare queste verifiche per chi viene da fuori”.

Cicchetti spiega che presto la protesta dei costruttori presto potrebbe emergere in modo ufficiale: “A breve – conclude – anche noi prenderemo una posizione ufficiale su questo argomento, ma occorre ricordare alla gente che ci sono imprese locali in grado di fornire eccellenti garanzie”.

RICOSTRUZIONE CONDOMINI, SCONTRO TRA IMPRESE

L’AQUILA, 26 MAGGIO – I condomìni classificati “E” del capoluogo sono le nuove “galline dalle uova d’oro” della ricostruzione: gli importi per rimetterli a nuovo o abbatterli e ricostruirli sono spesso milionari, e la scelta dell’azienda che si occuperà dei lavori non avviene tramite procedure pubbliche, ma con affidamenti privati, decisi dagli stessi proprietari e dagli amministratori. Non c’è da stupirsi, allora, se ormai da qualche tempo sia in corso un duello al calor bianco tra le aziende nostrane e quelle di fuori provincia e fuori regione che si contendono questi appalti. E a sentire le rimostranze degli imprenditori di casa, spesso le ditte forestiere vengono favorite.

GLI IMPRENDITORI: ”ARGOMENTI EXTRA PROFESSIONALI”

L’accusa viene lanciata da un imprenditore del “cratere” che preferisce mantenere l’anonimato. “Sta accadendo troppo spesso – spiega – che, a parità di condizioni, condòmini o rappresentanti di condominio abbiano affidato il lavoro a una ditta di fuori. Evidentemente, le aziende non aquilane hanno più argomenti extra professionali per convincere la clientela. Gli aquilani dovrebbero puntare alla qualità e alla professionalità per vedersi garantita una ricostruzione a regola d’arte e, nello stesso tempo, privilegiare le aziende organizzate del territorio colpito dal sisma”.

Qualche imprenditore ha chiesto l’intervento delle associazioni di categoria. Il presidente di Confartigianato Abruzzo, Angelo Taffo, ha rivolto un appello al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, per trovare maggiori risorse per il rilancio della zona del cratere. E nella sua lettera, si raccomanda in particolare di “guardare con occhio particolarmente attento alla ricostruzione della città dell’Aquila, al fine di evitare che soltanto le imprese venute da fuori possano monopolizzare tali attività”.

L’AVVOCATO: ”CI VUOLE LA CORTE DEI CONTI”

Un avvocato che parla anonimamente proprio per il clima che si è creato ce l’ha con “gli amministratori di condomini che sono diventati industriali. Si tratta di indennizzi, non di finanziamenti pubblici – aggiunge – e quindi un controllo da parte della Corte dei conti sarebbe auspicabile, essendo tra l’altro previsto. L’impressione è che stiano spoliando gli aquilani e le loro imprese, è un processo in atto quasi consolidato”.

GLI AMMINISTRATORI: ”CONTANO SOLO LE GARANZIE”

“L’aquilanità non è un criterio di preferenza nella scelta delle ditte per la ricostruzione nei condomìni del capoluogo”, conferma Mauro Basile, presidente provinciale dell’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci), che difende l’operato dei suoi colleghi. “Per i condòmini – spiega – sono fondamentali altri aspetti, soprattutto le garanzie”.

Stando all’esperienza di Basile, insomma, nelle infuocate assemblee per far partire i lavori non si bada alla provenienza geografica dell’impresa. “Non viene chiesto – continua – se è aquilana o no; si presta invece attenzione soprattutto alla solidità dell’impresa, all’offerta, alla garanzia che i lavori possano proseguire senza sosta, eccetto magari problemi di cattivo tempo. Del resto, non potrebbero certo bastare le sole aziende aquilane per far fronte all’intero processo di ricostruzione”.

Nell’immediato dopo-sisma, all’opportunità di favorire le aziende nostrane qualcuno ci aveva pensato. “È vero – aggiunge Basile – si pensava di far ripartire l’economia aquilana ma ora è passato più di un anno, la ricostruzione sta partendo adesso e lavoro ce n’è per tutti. Ripeto, quello che conta sono le garanzie”.