ROMA – Fratelli d’Italia, ma anche anche Pd, Iv e CI all’attacco alla Camera sull’esonero del green pass per i deputati per accedere a palazzo Montecitorio e all’Aula.
Il caso scoppia nel primo giorno di votazioni dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di esibire la certificazione per entrare nella maggior parte dei locali al chiuso, dai ristoranti fino agli aerei e ai treni a lunga percorrenza. Poco prima di iniziare a votare gli emendamenti proprio sul decreto che ha introdotto l’obbligo di green pass, non mancano le voci critiche verso la decisione di non chiedere la certificazione anche per entrare in Aula.
“Riterrei scontato che all’Aula si debba applicare la stessa norma sugli assembramenti”, sostiene il capogruppo di Fdi Francesco Lollobrigida denunciando come “una cosa non corretta” il “privilegio accordato a noi, e che non vogliamo” di stare nell’Emiciclo senza il green pass, richiesto invece per stare in altri ambienti della Camera come la biblioteca ed il ristorante: proprio qui un commesso controlla il documento di ciascun deputato, con una discreta coda all’ingresso nella pausa pranzo.
“Qui – dice Roberto Giachetti (Iv) se non abbiamo la giacca non possiamo entrare. È forse un limite all’esercizio della nostra funzione? Certo. Ma non c’è una motivazione razionale per la quale per entrare in Aula non serva il green pass. E una decisione ingiustificabile se non per stabilire un privilegio”. Come lui la pensa Maria Teresa Baldino (CI). “Se chiediamo il green pass alla gente dovrebbe essere etica dei parlamentari presentarsi alla Camera con il green pass. Dovremmo essere un esempio: che ha di diverso il deputato rispetto agli altri?”. Taglia corto il deputato questore Cirielli (Fdi). “Sull’Aula è sovrana l’Aula: per cui si decida in conferenza dei capigruppo”. Ma Beatrice Lorenzin (Pd) attacca: “qui è un assembramento continuo. Non avere il green pass mette a rischio il posto in cui devo esercitare il mio mandato e dove vorrei poter stare in piena sicurezza a lavorare per molte ore. Non richiederlo significa che una minoranza mette a rischio il diritto alla salute di tutti quanti”. Il vicepresidente Andrea Mandelli considera “la questione di estrema importanza”. “Riferirò di questo dibattito al presidente Fico, e sono sicuro che il tema verrà affrontato in ufficio di presidenza”, assicura.






