ROMA, 3 GIUGNO – “Davvero non si comprende quale sia l’obiettivo della magistratura aquilana” nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alla notifica della chiusura indagini per i membri della Commissione grandi rischi che il 31 marzo 2009 si riunirono a L’Aquila. Lo afferma in una nota la Protezione civile.

Il dipartimento sottolinea che “non può infatti che auspicarsi che l’operato della magistratura inquirente non sia diretto, come invece afferma il procuratore capo, ‘a un risultato conforme a ciò che la gente si aspetta, perché altrimenti si arriverebbe all’assurdo che la giustizia non persegue l’applicazione delle norme, ma gli umori e i desideri di una parte della popolazione, seppur colpita da lutti e sofferenze enormi”.

“Invece – si legge ancora nella nota – è interesse di tutti, e ancor di più della Protezione civile nazionale, non deludere le aspettative di verità di quanti hanno subìto le conseguenze del terremoto, fornendo ogni contributo possibile, soprattutto di carattere scientifico, sia a livello nazionale che internazionale: parole, che per quanto riguarda la Protezione civile, si sono già tradotte in fatti con la convocazione della Commissione internazionale dei sismologi che, immediatamente dopo il terremoto dello scorso 6 aprile, ha analizzato la situazione che aveva preceduto la scossa delle 3.32”.