L’AQUILA – “Nel 2009 stranamente è stata tenuta a porte aperte una riunione della commissione Grandi rischi, tenuta probabilmente con la non completa serenità”.

Lo ha detto il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Stefano Gresta, a margine dell’inaugurazione della nuova sede dell’Ingv in centro all’Aquila, parlando della riunione del 31 marzo 2009 dell’organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, a cinque giorni dal sisma del 6 aprile, dalla quale poi è nato il processo che si è concluso nel 2012 con sette condanne per omicidio colposo agli esperti della Cgr per aver rassicurato gli aquilani e sottovalutato il rischio sismico di quel periodo.

“Sulla sentenza siamo rimasti molto turbati all’inizio – ha aggiunto Gresta – anche perché conosco tutti i componenti della commissione e conosco l’ex direttore del centro nazionale terremoti”, ovvero Giulio Selvaggi, uno degli esperti condannati in primo grado.

Parlando di quei giorni frenetici, ha proseguito ritenendo che “si sia trattato di una serie di concause irripetibili. Cerchiamo molto correttamente di fare il nostro mestiere al meglio delle nostre possibilità – ha rivendicato Gresta – Il nostro mestiere è quello innanzitutto di scienziati e poi di essere aperti nel divulgare quelle che sono le informazioni, i risultati delle nostre ricerche. Chiunque va sul nostro sito web vede che tutto quello che possiamo rendere disponibile lo facciamo, ovviamente nei tempi necessari perché i risultati siano consolidati”.