L’AQUILA, 3 GIUGNO – “Io in quella sera del 31 marzo ero il vaso di coccio che faceva domande, ma ricordo molto bene le parole di Enzo Boschi dell’Ingv: ma che volete, all’Aquila prima o poi un terremoto arriva…”. Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente (nella foto), ha ricordato la riunione della Commissione grandi rischi a 6 giorni dal terremoto.

Quanto agli avvisi di garanzia, prima che si sapessero i nomi degli indagati il primo cittadino ha affermato: “Non so nulla, ma se venissi indagato sarei proprio cornuto e mazziato”.

Cialente ha ricordato che la risposta data alle sue paure fu decisa “e io, dopo essermi arrabbiato per la risposta, mi preoccupai subito, anche perché in quei giorni stavo mettendo in sicurezza delle scuole che avevo chiuso per colpa delle scosse precedenti senza avere i soldi per farlo. Il 2 aprile – ha detto – feci richiesta di 20 milioni al governo e una delibera sullo stato d’emergenza”.