L’AQUILA – “Non ricordavo neanche quella telefonata, tanto era stata la mia buona fede nell’affidarmi a una persona competente come Bertolaso. Contraddirlo? A chi verrebbe in mente di controbattere a Bertolaso con alle spalle solo pochi giorni di assessorato?!”.

L’ex assessore regionale alla Protezione civile e attuale consigliere regionale di Futuro e libertà per l’Italia, Daniela Stati, a margine della conferenza stampa sulla situazione di Abruzzo Engineering, parla della telefonata intercorsa tra lei e l’ex capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, intercettata il 30 marzo 2009, giorno prima che si tenesse la riunione della commissione Grandi rischi, e il cui audio è stato diffuso ieri su Internet.

Una conferenza fiume in cui la Stati, oltre a chiarire la sua posizione riguardo l’intercettazione, ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, sferrando un attacco su più fronti: contro il governatore e commissario Gianni Chiodi, il sindaco Massimo Cialente e l’ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, che ora “strillano per la ricostruzione che non parte” mentre nel periodo dell’emergenza, quando c’era Bertolaso, erano tutti alla “corte del capo”.

La Stati non ha risparmiato neanche i suoi vecchi alleati del Pdl, in particolare il senatore Filippo Piccone, che “volevano eliminarmi politicamente”.

Presente all’incontro il coordinatore regionale di Fli, Daniele Toto, “l’unico che che ha voluto esprimermi solidarietà in un momento di difficoltà”, ha detto il consigliere regionale.

LA TELEFONATA CON BERTOLASO: “MI SONO FIDATA DI CHI NE SAPEVA PIU’ DI ME”

La telefonata tra l’ex assessore e l’ex numero uno della Protezione civile è stato l’argomento più caldo della conferenza stampa convocata dalla Stati.

L’audio ha già fatto il giro del web, provocando accese polemiche, soprattutto per le parole di Bertolaso che nella telefonata spiega  alla Stati che la riunione degli esperti sarebbe servita solamente a “tranquillizzare la gente”, una pura e semplice “operazione mediatica”.

“Non ricordavo neanche quella telefonata – ha spiegato la Stati – tanto era stata la mia buona fede nell’affidarmi a una persona competente come Bertolaso. Contraddirlo? A chi verrebbe in mente di controbattere a Bertolaso con alle spalle solo pochi giorni di assessorato?!”.

“Sulla stampa si parla del tono ‘dimesso’ che avrei avuto durante la telefonata – ha dichiarato la Stati ai giornalisti – Ero stata nominata il 15 gennaio e avevo subìto un’operazione alla tiroide per un carcinoma maligno solo 17 giorni prima. La televisione per mesi ha detto che ero stata l’unica a non voler dare un allarme, creando attorno a me una sorta di gogna popolare. Grazie alla pubblicazione della telefonata si comprende che non è così”.

STATI CONTRO TUTTI: ‘’CHIODI, CIALENTE E PEZZOPANE ERANO ALLA CORTE DI BERTOLASO’’

L’ex assessore ha colto l’occasione della conferenza stampa per togliersi parecchi sassolini dalla scarpa, lanciando strali contro il sindaco, Massimo Cialente, l’ex presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, lo stesso presidente della Regione, Gianni Chiodi, e gli esponenti del Pdl, in particolare il senatore Filippo Piccone, che ha causticamente chiamato i suoi “grandi amici”.

“Oggi strilla il sindaco Cialente – ha detto – inorridisce l’allora presidente della Provincia Pezzopane, Chiodi dice che la ricostruzione tarda. Eppure quando è arrivato Bertolaso erano tutti lì, alla corte del capo, a prendere ordini, mentre io e i miei colleghi assessori non potevamo muoverci perché totalmente commissariati”.

“Nonostante la malattia – ha proseguito – non mancavo neanche mezz’ora dal mio assessorato per non dare la possibilità ai miei ‘grandi amici’ del Pdl di dire che non ottemperavo ai miei impegni politici, istituzionali e amministrativi. Visto che, come storia ci racconta, il buon senatore Piccone già all’epoca, quando ero ricandidata di diritto perché alla seconda legislatura, voleva già cancellarmi dalle liste”.

“Volevano eliminarmi – ha concluso  – perché non facevo parte di nessuna lobby e nessun gruppo politico”.

DANIELE TOTO: “SOLIDARIETA’ ALL’AMICA DANIELA”

La Stati ha voluto ringraziare il coordinatore regionale di Fli, Daniele Toto, presente anche lui alla conferenza.

“Quando arrivò Berlusconi erano tutti prostrati sul cofano della sua macchina – ha detto – c’era chi gli tirava la giacca per avere la sua attenzione. La Pelino (Paola, onorevole del Pdl, ndr) con i capelli cotonati ce la ricordiamo tutti. Daniele Toto non me lo ricordo allungato su nessuna macchina, ma era presente con molte telefonate. Volevo quindi ringraziarlo per la solidarietà che ha voluto darmi in un momento di difficoltà”.

Sulla telefonata con Bertolaso, Toto ha espresso solidarietà “all’amica Daniela che nient’altro poteva fare se non prendere atto della lezione propinata dal massimo rappresentante della Protezione civile”.

“È terrificante – ha concluso – assistere al soggiogamento, alla violenza psicologica sottile, subdola, disinvoltamente imperativa da parte del capo della Protezione civile nazionale, verso il livello sottordinato, quello regionale, della Protezione civile rappresentato in quel momento da Daniela Stati, di fatto subordinata dalla perentorietà delle comunicazioni di Bertolaso, che non prevedevano nessun confronto”.