SPOLTORE – Da mesi ormai si parla del referendum sulla Grande Pescara, un progetto con cui si vogliono unire i tre Comuni di Pescara, Spoltore e Montesilvano.

A tre mesi dal referendum, l’argomento alimenta costantemente le  polemiche a tal punto da spingere i cittadini a formare comitati a favore o contro questo progetto.

Si voterà il 25 maggio 2014, nello stesso giorno delle elezioni regionali e nello stesso giorno in cui i comuni di Pescara e Montesilvano sono chiamati a votare anche per il primo cittadino.

Potranno partecipare solo i cittadini elettori dei tre comuni coinvolti: se la scelta dei cittadini sarà favorevole, la Regione emanerà una legge per la fusione dei Comuni.

Spoltore in particolar modo appare fortemente divisa sull’argomento che va ben oltre lo schieramento politico, e anche i suoi abitanti hanno aderito in gran numero in poche ore ai due comitati creati per sostenere o meno la proposta.

Per aver chiara la situazione AbruzzoWeb ha intervistato Gianluca Monaco, promotore del comitato contrario alla proposta perché “scettico sulla buona riuscita della fusione e sui tempi troppo rapidi con cui è stato portato avanti il discorso”, e Marco Di Marzio, creatore del comitato favorevole pronto a sostenere che Spoltore “con il suo grande territorio non può che trarre vantaggio da questa nuova vasta area metropolitana”.

IL COMITATO ‘NO’ ALLA GRANDE PESCARA

Da cosa nasce la vostra posizione sulla Grande Pescara?

Non ci piacciono fusioni ‘a freddo’, ossia in maniera così veloce,senza pianificazioni e con quella che è la normativa vigente sull’unione dei Comuni non superiori a 250 mila abitanti sarà fatto un unico bilancio che è quello del Comune più grande e questo andrebbe ad incidere sui servizi che vengono offerti alla cittadinanza quali viabilità, mobilità, assistenza, scuola e altri.

Il comune di Spoltore potrebbe venire penalizzato da questa scelta?

Non solo Spoltore, ma tutti e tre i comuni, perché i cittadini non riusciranno a sopperire alle carenze di un bilancio di un unico comune ed i 5 milioni di bonus che lo Stato darebbe non garantisce un fabbisogno ai tre comuni, né un risparmio di 130 milioni di euro in 10 anni perché già solo il comune di Pescara assorbe nel suo bilancio annuale 130 milioni. Secondo i calcoli errati di coloro che sono favorevoli, risparmieremmo 1 milione e 300 mila euro l’anno da quest’unione.

Quali sono i vantaggi di questa scelta?

Così com’è stata ideata, non ci sarebbero vantaggi. Non si può neanche parlare di ‘risparmi sulle poltrone’, soprattutto  se andiamo a quantificare il costo dei Consigli comunali rispetto al fabbisogno del bilancio di ogni singolo comune. Bisogna parlare di una vera area metropolitana, non di quella che è stata ideata.

Attualmente Spoltore lamenta carenze strutturali.

La Grande Pescara sarebbe utile in questo solo se la gente pagasse un incremento di imposizione fiscale che dovrebbe sopperire a quella mancanza di bilancio che verrebbe meno con l’unione dei tre comuni. A Pescara con il bilancio del Comune si è riusciti a fare delle opere pubbliche, a Spoltore e Montesilvano le opere pubbliche sono ferme da anni perché non riescono con i loro bilanci, quindi i cittadini dovrebbero pagare più tasse.

Sono elevate le adesioni al suo comitato?

In circa due giorni hanno aderito al nostro comitato già 120 persone e chi vorrà aderire potrà farlo.

Sarebbe stato più vantaggioso pensare a un’area metropolitana con più di tre comuni?

Noi a dire il vero non siamo sfavorevoli a un’unica area metropolitana, ma non siamo d’accordo con questo tipo di area metropolitana. Siamo convinti che una vera area metropolitana dovrebbe includere anche i comuni di Francavilla al Mare, San Giovanni Teatino e Chieti; il comitato favorevole alla Grande Pescara sostiene che questi comuni, non facendo parte del Pescarese, necessitano di un proprio iter burocratico. E il punto è quello, che non c’è fretta, quindi se si aspettasse si potrebbero includere anche quei comuni. Ecco perché l’idea di tale Grande Pescara la chiamiamo ‘fusione a freddo’. Se si osserva geologicamente il territorio, non ci sono aree orografiche ad impedire questa fusione che avrebbe davvero dei benefici visto che supereremmo i 250 mila abitanti.

IL COMITATO ‘SI’ ALLA GRANDE PESCARA

Da cosa nasce la vostra posizione sulla Grande Pescara?

Vediamo un’opportunità di crescita per tutta l’area metropolitana. Certo è che bisogna vigilare sull’utilizzo che viene fatto del territorio ma guardiamo in maniera molto positiva alla nascita di questo progetto, perché darebbe anche maggiore valore a una parte del centro Italia. In un momento di crisi, dov’è sempre più necessaria la competitività a livello europeo, questa realtà potrebbe segnare il primo passo per un forte sviluppo su tutto il territorio.

Il comune di Spoltore, quindi, avrebbe dei vantaggi.

Assolutamente sì. Dati alla mano, Spoltore ne trarrebbe solo benefici. Basti pensare che ha un territorio di circa 38 chilometri quadrati e ha un bilancio di 17 milioni di euro. Pescara con un territorio inferiore di circa 33 chilometri quadrati ha un bilancio di all’incirca 150 milioni di euro, Montesilvano invece ha una superficie di 22 chilometri quadrati, con un bilancio inferiore a 60 milioni, dunque Spoltore godrebbe di una maggiore disponibilità economica. Di fatto, poi, Pescara si sta già espandendo sul territorio di Spoltore da diversi anni: basta osservare il notevole incremento demografico degli ultimi anni. Uno dei principali vantaggi, poi, è un’evidente riduzione dei costi strutturali che ad oggi l’area sostiene avendo appunto tre comuni diversi. Infatti abbiamo tre sindaci, tre giunte, tre consigli comunali e una struttura dirigenziale moltiplicata per tre: la fusione in un’unica area permetterebbe di avere un solo sindaco, una sola giunta un solo consiglio comunale oltre che una sola struttura dirigenziale, permettendo cosi una migliore distribuzione delle risorse lavorative sul territorio.

Attualmente Spoltore lamenta carenze strutturali, potrebbe la Grande Pescara colmare queste carenze?

Indubbiamente! Proprio in virtù del fatto che ci sarà una maggiore disponibilità economica sul territorio spoltorese, avremo finalmente la possibilità di creare strutture ludico-ricreative e scolastiche, come ad esempio gli asili nido, e di dare servizi al cittadino, di cui oggi il territorio a causa della mancanza di fondi è notevolmente carente.

Sono elevate le adesioni al suo comitato?

Il comitato si è costituito in data 24 febbraio 2014, e si può fare solo una stima approssimativa degli aderenti basandoci sui contatti Facebook e Twitter che abbiamo avuto: a poche ore dalla nascita il comitato ha avuto circa 120 contatti.

Sarebbe stato più vantaggioso pensare ad un’area metropolitana con più di tre comuni?

Il progetto della Grande Pescara nasce all’interno della provincia di Pescara e per motivi legati all’iter legislativo è consigliabile mantenere i confini della città metropolitana, all’interno dell’attuale provincia di Pescara, anche se ci rendiamo conto che per la natura stessa del territorio e per il tessuto socio-economico dell’area, includere nella Grande Pescara alcuni comuni limitrofi come ad esempio Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino sembrerebbe il passo più logico. Spero che ciò avvenga ma per ora è importante fare un passo alla volta.