L’AQUILA – “Dopo un anno di commemorazioni masochiste, arriva finalmente il 4 novembre, centenario della Vittoria della Patria. Mutilata 100 anni fa, viene oggi rovesciata, travisata dal suo significato originario: la ‘piccola’ Italia trionfava, mentre l’Europa veniva lasciata devastata, perdendo la posizione di geo-baricentro che aveva avuto fino a quel momento”.
È quanto si legge in una nota di Luca Grimaldi, presidente di Azione universitaria, alla vigilia delle manifestazioni per il 4 novembre.
“Sarà una celebrazione della Pace, dell’Ue, dell’umanità sottintendendo una vanificazione dell’estremo sacrificio di molti uomini”, aggiunge.
“Eppure la Grande Guerra fu il momento di unificazione nazionale, più del Risorgimento, un momento in cui un popolo si sentì davvero nazione nel sangue e nel dolore che inevitabilmente la guerra porta – scrive Grimaldi – Quei giorni sono passati ormai e nel passato devono rimanere, ma oggi, possiamo ancora essere quella Nazione che si oppose all’oppressione dell’Europa degli Imperi Centrali”.
“L’augurio che oggi mi pongo, come nuovo presidente di Azione Universitaria, è quello che oggi si possa ancora essere Italia, si possa essere quei ragazzi con la Feluca, studenti universitari come noi che hanno sacrificato la propria vita per l’impegno civile, per qualcosa di più grande di loro stessi, perché, come diceva il poeta Ezra Pound, ‘Se un uomo non è disposto a rischiare per le proprie idee, o non valgono nulla le sue idee, o non vale nulla lui'”, prosegue.
“Ringrazio Felice Marinucci che mi ha preceduto in questo ruolo importante che sono onorato di ricoprire raggiungendo traguardi di gruppo davvero importanti, dal Cnsu di Leonardo Scimia al risultato delle scorse elezioni di maggio, e tutti i ragazzi di Au che hanno creduto e partecipato a questo progetto. Adesso a lavoro con la serietà e il merito che ci ha sempre contraddistinto”, conclude.




