PIETRACAMELA – Giorgio D’Ignazio, ex assessore regionale al turismo, Piergiorgio Passerini, con esperienza bancaria ed ex consigliere comunale a Teramo e Valerio Ferro, segretario generale dell’Asbuc di Pietracamela.

Questa la terna di liquidatori proposta dal socio di maggioranza con il 51%, il presidente della Provincia Camillo D’Angelo, in sostituzione del dimissionario commissario liquidatore Gabriele Di Natale – votata dagli altri soci minori i Comuni di Pietracamela e Fano Adriano e Asbuc, con l’astensione della Camera di Commercio (40% delle quote) e assente la Regione Abruzzo -, questa mattina nel corso dell’assemblea dei soci della Gran Sasso Teramano, ex società di gestione degli impianti e delle strutture delle stazioni turistiche dei Prati di Tivo (Pietracamela) e Prato Selva (Fano Adriano).

“Veri interlocutori che conoscono e hanno a cuore gli interessi di questo comparto, della comunità e delle istituzioni locali”, ha detto D’Angelo, presentandoli.

“Una proposta collegiale che ci garantisce anche rispetto alle prossime tappe, a partire da quelle giudiziarie. La Provincia sta investendo molto su questo comparto, sulla viabilità certamente, sia a Fano Adriano che a Pietracamela. Quello di oggi è un segnale forte anche per i nuovi imprenditori che con un atto di fiducia stanno investendo sul versante teramano del Gran Sasso”.

Si attende il 12 maggio quando il Tribunale di Teramo dovrà esprimersi sulla controversia tra Gst e l’attuale gestore e custode giudiziale, Marco Finori, in merito alla vendita degli impianti, esclusa la cabinovia, di proprietà provinciale.

Qualche settimana fa il Consiglio provinciale ha dato mandato al presidente di dare vita al piano per il rilancio della montagna teramana che prevede che l’Ente torni in possesso della cabinovia assumendone la gestione diretta o affidandola alla società partecipata, il Co.Pe., Consorzio Punto Europa.

Obiettivo comune, anche dei Soci, è chiudere la partita della Gran Sasso teramano e avviare una nuova stagione per la gestione degli impianti di risalita.

Una situazione che ha scuote la Camera di Commercio Gran Sasso di Teramo e L’Aquila, che si è astenuta dalla votazione.

Lo scorso 25 marzo si è tenuta una riunione della giunta camerale con all’ordine del giorno: “Gran Sasso Teramano. Chiarimenti”.

Un tavolo in cui sono emerse nettamente le tensioni interne, in particolare tra il vicepresidente Gianni Frattale, presidente dell’Ance L’Aquila, e la presidente Antonella Ballone, esponente in vista della famiglia di imprenditori teramani dei trasporti e prima tra i non eletti di Forza Italia alle ultime Europee. (Qui il link)