L’AQUILA – Primi contatti dalla Polonia, il paese di cui è originario l’uomo di 44 anni disperso sul Gran Sasso d’Italia. Si sono mobilitati coloro che hanno affittato il Camper al loro connazionale e ovviamente i familiari. “Il disperso Karol Brozec, mio fratello”, dice preccupata la sorella Diana, “due mesi fa ha fatto un lungo viaggio in Europa con due cani, ogni pochi giorni contattava sempre i genitori anche perchè non ha figli. Abbiamo saputo il caso solo ieri e abbiamo presentato un avviso ufficiale alla ambasciata”.
“Siamo preoccupati per il nostro cliente,” dicono i noleggiatori del camper, “ma confidiamo che Karol sarà ritrovato e tutto finirà per il meglio. Quanto al camper dovremo ritirarlo noi ma aspettiamo il via libera dalle forze di polizia”.
Le ricerche, riprese oggi, sono rese difficili dal maltempo – Le squadreoh anno battuto ieri la zona fino ai rifugi Duca degli Abruzzi e Garibaldi. Sul fronte delle verifiche si sono mossi i carabinieri di Assergi (L’Aquila). Dopo aver forzato una delle portiere e infranto un finestrino, i militari non hanno trovato nessuno all’interno, ma hanno recuperato un cellulare e il contratto di noleggio.
Le telecamere di videosorveglianza del piazzale mostrano l’uomo scendere dal camper addirittura mercoledì 19 novembre e incamminarsi con due cani, senza che dalle immagini successive risulti un suo rientro a bordo. Da quel giorno, verosimilmente, il mezzo è rimasto fermo nello stesso punto, mentre la neve ha continuato ad accumularsi sulla carrozzeria. Il camper è fermo lì da venerdì scorso. I noleggiatori hanno riconosciuto il camper dalla foto scattata da un appassionato di montagna, Gianfranco Cocciolone, e poi lo hanno contattato.
Secondo altra gente che frequenta il Gran Sasso se fosse stato aperto l’ostello, anche di notte con le luci accese, forse sarebbe stato piu facile per il polacco orientarsi come avveniva prima quando era gestito dallo Sci club Paganica dove restava Antonio Scipioni ogni notte. Le luci accese si vedevano anche dall’Aquila e potevano essere un buon punto di riferimento per gli escursionisti.
Si ipotizza, infine, che essendo polacco come Papa Woityla, anche lui amante del Gran Sasso, possa essersi avvicinato ai luoghi cari allo scomparso pontefice. Ma non ci sono prove di questa considerazione.




