TERAMO – Dopo il via libera al Senato del decreto Sblocca cantieri l’Osservatorio indipedente Acqua Gran Sasso torna a chiedere chiarezza circa l’emendamento per il commissario straordinario e le azioni da intraprendere per la sicurezza dell’acquifero.
“Lunedì saremo ascoltati dalla Commissione Ambiente della Camera. Sul testo approvato resta il giudizio negativo dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle Associazioni Wwf, Legambiente, Mountain Wilderness, Arci, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia – Gadit, Fiab, Cai e Italia Nostra: nessuna concreta forma di partecipazione”.
“E ancora: “fondi insufficienti (120 milioni di euro in tre anni) rispetto alle richieste contenute nella delibera della Giunta regionale n. 33/2019 “Gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso” (172 milioni di euro)”;
“Nessuna chiarezza circa gli interventi che si intendono fare: si riparte dal lavoro svolto dal Comitato istituito dalla Regione e che ha portato alla richiamata delibera 33/2019 con la definizione delle attività urgenti e indifferibili per la messa in sicurezza delle gallerie autostradali e dei laboratori sotterranei dell’Infn o si riparte da capo?”
In più, “nessun impegno concreto sull’allontanamento delle sostanze pericolose che sono stoccate all’interno dei laboratori dell’Infn;nI sub-emendamenti presentati con prima firmataria la senatrice Loredana De Petris che miravano a migliorare il testo non sono stati recepiti. La maggioranza li ha respinti, approvandone altri del tutto insufficienti a modificare la sostanza di quanto previsto”, conclude l’Osservatorio.






