L’AQUILA – “No” secco all’ipotesi di riapertura della vicenda della “terza canna” del traforo del Gran Sasso, che nei primi anni Duemila spaccò in due la popolazione dell’Abruzzo interno tra favorevoli e contrari allo scavo di una nuova galleria di 6 chilometri, finanziata con 60 milioni di euro stanziati da una legge dello Stato, la numero 366 del 1990, per migliorare l’accesso dei Laboratori sotterranei al mondo esterno.
Un progetto bersagliato dalla rivolta di ambientalisti e parte della popolazione che alla fine naufragò.
A chiarirlo, a margine della visita del premier, Matteo Renzi, il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, commentando i futuri investimenti infrastrutturali sui laboratori, sempre per 60 milioni, annunciati oggi nell’incontro.
Lolli non lesina critiche al Laboratorio, anche se ammette la svolta. “Parliamoci chiaro, per anni è stato una realtà estranea, ma dopo il terremoto ha contribuito a edificare il Gran Sasso Science Institute e adesso è luogo elettivo di un grande progetto di ricerca applicata che finanzieremo e porterà ricadute importanti sul territorio”, afferma.
Stessa posizione sulla “terza canna” per il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
“Non scherziamo. Ci sarà un intervento particolare per rendere più competitivi i laboratori che, di fatto, andranno ad avere la stessa funzionalità di quelli nuovi che vengono creati all’estero. Dopo i lavori di schermatura – ha precisato – sarà come se si trovassero a 1.000 metri in più di profondità. I laboratori di fisica erano già eccezionali, ora bisogna schermarli per renderli i più competitivi del mondo”.
Una “visita molto significativa” per la senatrice Stefania Pezzopane. “L’Aquila non è solo dolore e sofferenza, ma anche un’eccellenza mondiale e abbiamo chiesto che continui a esserlo, servono investimenti”.
Annuncia anche “a breve in Parlamento una norma che rafforzi il Gran Sasso Science Institute, stabilizzi la struttura con i finanziamenti adeguati. C’è un processo di crescita che si accompagna all’ammirazione che Renzi ha mostrato nei confronti degli amministratori”, ha concluso.
Sulla ricostruzione, Cialente ha spiegato di aver “fatto il punto” con Renzi, “gli ho detto delle cose che stanno andando bene. Tornerà a settembre a verificare a che punto siamo – annuncia – Quali sono i problemi? Sulla ricostruzione pubblica mi arrendo ormai, la colpa è del sistema-Paese. Alla biblioteca provinciale stiamo ancora al contenzioso tra i progettisti, che vi devo dire?”.






