L’AQUILA – La giunta regionale di Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, nella riunione del 28 dicembre ha approvato lo schema di decreto per la trasformazione del sito di interesse comunitario (Sic) del Gran Sasso in una Zsc, ovvero in una Zona Speciale di Conservazione, con vincoli ambientali ancora più stringenti e rigorosi rispetto ai Sic in 34mila ettari della montagna, ricomprendendo anche la stazione sciistica di Campo Imperatore.
Una decisione imposta dall’Europa, tenuto conto che l’Italia è sotto procedura di infrazione proprio per la mancata designazione di Zsc e la mancata adozione delle misure di conservazione previste dalla direttiva Habitat. E infatti nella delibera si specifica che c’è la necessità “di chiudere nel più breve tempo possibile la procedura di infrazione 2163/2015 di mancata designazione delle Zsc”.
La delibera, proposta dal vicepresidente e assessore ai Parchi e all’Ambiente Emanuele Imprudente dà il via libera alla bozza di decreto ministeriale che per diventare vigente dovrà ora essere firmata dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin.
Cero è che tutto ciò va in direzione diametralmente opposta rispetto alla posizione politica del centrodestra, sia la Comune dell’Aquila che in Regione, sbandierata anche nelle passate campagne elettorali, ovvero quella dell’eliminazione della Sic nell’area degli impianti di Campo Imperatore, attraverso una riperimetrazione complessiva, in modo tate da consentire la realizzazione di nuovi impianti di risalita e infrastrutture ritenute necessarie per il rilancio del comprensorio turistico e sciistico nel cuore del Parco del Gran Sasso-Laga. L’ipotesi di introdurre cannoni sparaneve era già impedita dal sic, con lo Zsc tramonta definitivamente. Una tegola che arriva dopo che la funivia è stata messa a mezzo servizio su imposizione del Ministero.
Nel 2018 la giunta del sindaco Pierluigi Biondi aveva approvato una delibera volta proprio alla riperimetrazione della Sic.
A settembre scorso il consigliere comunale con delega alle politiche della montagna, Luigi Faccia, si era recato a Bruxelles per incontrare assieme all’eurodeputata Elisabetta De Blasis, “un lungo incontro con i funzionari della Commissione Europea per parlare dei vincoli legati ai Siti d’Interesse Comunitario e delle Zone di Protezione Specialein Abruzzo, questione annosa che interessa l’intero territorio del Gran Sasso e il poligono di Monte Stabiata”, si leggeva nella nota allora diramata.
Il consigliere Faccia, si leggeva ancora “da sempre impegnato nella battaglia per la riperimetrazione delle aree protette, ha avuto modo d’illustrare in rappresentanza di tutto il Comune dell’Aquila quali sono gli impatti reali delle direttive europee sulla zona e ha avviato anche in UE un’interlocuzione che credo possa essere utile a stabilire un canale diretto in merito”.






