L’AQUILA – “Più di così non si poteva fare”. È soddisfatto il presidente della Gran Sasso Acqua, Amerigo Di Benedetto, il giorno dopo l’inaugurazione della nuova sede del gestore di servizi idrici aquilano, che serve 36 comuni, tutti dentro il “cratere”.
Quello di ieri per Gsa è stato un evento logistico, con l’apertura dei nuovi locali, ma anche e soprattutto politico, viste le ampie rassicurazioni sulla possibilità di salvare l’ente dal disastro finanziario creato dal terremoto del 6 aprile 2009; rassicurazioni ricevute da una serie di “pezzi da novanta” della ricostruzione: il commissario Gianni Chiodi e i vertici della Protezione civile, il capo dipartimento, Guido Bertolaso, e il suo vice, Franco Gabrielli, ex prefetto del capoluogo.
“Durante l’inaugurazione – spiega Di Benedetto – c’è stata una grande condivisione con presenze molto importanti. Chiodi è stato molto disponibile, dopo avermi già ricevuto per due ore, anche Bertolaso e Gabrielli sono ben coscienti che la nostra era un’azienda sana, prima che fosse stravolta da questo accadimento. Tutti quanti loro hanno fornito ampie rassicurazioni, adesso le nostre istanze dovranno essere girate a livello di Governo centrale e Bertolaso ha promesso di fare da raccordo con il sottosegretario Gianni Letta. Bisogna ricordare che noi non vogliamo salvare semplicemente una struttura, ma un servizio pubblico essenziale”.
IL PRIMO NUOVO EDIFICIO PUBBLICO A RIAPRIRE
Di Benedetto svela che “la nuova sede Gsa di San Giacomo si espande su una superficie di circa 2 mila metri quadrati, per un costo di costruzione stimato in 2,5 milioni. Si tratta – sottolinea il presidente – del primo edificio pubblico completamente nuovo che riapre dopo il terremoto”.
In questo senso Di Benedetto ha ammesso che non ha ricevuto particolari pressioni da parte del gruppo Edimo, che ha realizzato la nuova struttura in tempi rapidi, un po’ come per il progetto C.a.s.e.. “C’è stata una disponibilità – ammette – nel non pressarci per rientrare nei pagamenti di cui prendiamo atto, anche se il nostro debito esiste ed è giusto che ci sia perché Edimo non fa liberalità, è un’azienda che lavora per garantirsi”.
Quanto alle caratteristiche della nuova sede, Di Benedetto ricorda che “ci sono officine, un autoparco, l’area tecnica, quella amministrativa, la sala assemblee e molti parcheggi. Un’intera ala dell’edifico inoltre è dedicata all’Ato (Ambito territoriale ottimale, n.d.r.). Una sede ben fatta – conclude – che si affaccia sulla città dalla collina di San Giacomo”.
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