TORINO – “È il diritto dei popoli a determinare le proprie politiche alimentari senza costrizioni esterne legate a interessi privati e specifici, è un concetto ampio e complesso che sancisce l’importanza della connessione tra territori, comunità e cibo, e pone la questione dell’uso delle risorse in un’ottica di bene comune, in antitesi a un utilizzo scellerato per il profitto di alcuni”.

Così Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, interviene sulla nuova denominazione del Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare, ribandendo che il concetto di “sovranità alimentare” non è sinonimo di autarchia.

Già nel 2008 la sovranità alimentare era stata definita come “il diritto dei popoli e degli Stati a determinare democraticamente le proprie politiche agricole e alimentari”.

Secondo Nappini, “un concetto quanto mai attuale oggi: non a caso Slow Food si occupa di sovranità alimentare, supportando e promuovendo in tutto il mondo i sistemi locali del cibo in grado di combattere lo spreco alimentare, di valorizzare la produzione di piccola e media scala e di proteggere la biodiversità”.