L’AQUILA – “Voterò la fiducia ad un governo Letta, per senso di responsabilità e perché ritengo, anche alla luce del discorso programmatico, che ci siano le condizioni per lavorare, su basi concrete, attorno a temi fondamentali”.

Così la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, dopo il discorso pronunciato dal presidente del Consiglio Enrico Letta alla Camera dei deputati.

La nota è arrivata dopo una mattinata di riflessione in cui è stata irrintracciabile al telefono e dopo alcuni incontri di parlamentari democrat: alcuni rumors ora fugati davano la senatrice aquilana tra i possibili frondisti pronti a non votare la fiducia.

“Non è certo il governo che avrei voluto e che si aspettavano i nostri elettori. Ma tant’è – scrive la Pezzopane – Questa è risultata l’unica strada percorribile. Il Paese ha bisogno di un governo per porre mano alla grave emergenza sociale ed economica che stiamo attraversando e che ieri è esplosa con il tragico episodio di piazza Colonna”.

Secondo l’assessore comunale dell’Aquila, “il presidente Enrico Letta ha fatto uno sforzo importante, di cui gli va dato atto. Pur nel compromesso, non solo ha portato nel governo alcune figure nuove e di prestigio – riconosce – ma ha toccato nodi cruciali, mettendo al centro del programma di governo temi fondamentali: il lavoro, i giovani, le donne, i bisogni dei cittadini, la necessità di rimodellare il welfare, i costi della politica”.

“Lavorerò ogni giorno in Senato affinché una delle priorità di questo nuovo esecutivo sia la ricostruzione dell’Aquila e le altre emergenze sociali ed occupazionali dell’Abruzzo – promette – Cosa che ho ribadito anche nella riunione del gruppo. Va pensato e organizzato il dopo-Barca sulla ricostruzione e sarà un bene se l’Abruzzo potrà avere un sottosegretario espressione del Pd”, in tal senso il partito aquilano ha già fatto il nome di Giovanni Lolli, escluso eccellente dalle ultime elezioni.

“Sento tutto il peso dei gravi errori commessi dal gruppo dirigente nazionale del mio partito, errori non isolati perché a questi si aggiunge l’ipocrisia politica del M5s, che prima ha chiesto a gran voce un governo di cambiamento e poi ha messo in cantina milioni di voti di elettori, che chiedevano il cambiamento”, rincara la senatrice.

“Il voto di fiducia a Enrico Letta, anche questo voto un voto di coscienza, non equivale ad abbassare la guardia”, prosegue, alludendo al suo voto contrario alla candidatura di Franco Marini come presidente della Repubblica, che ha provato moltissime polemiche.

“Sul piano congressuale continuerò a portare avanti le mie battaglie, ma sul piano parlamentare, dove il gioco orrendo delle correnti ha già prodotto troppe mostruosità, va ritrovata l’unità e la compattezza del nostro partito – prosegue ancora – Una compattezza necessaria a consentire al Pd, pur nella coabitazione di un governo di larghe intese, di svolgere un ruolo protagonista sul piano delle riforme”.

“La convivenza con il Pdl non ci dovrà far arretrare di un solo millimetro, al contrario dobbiamo essere una forza competitiva sul piano delle riforme, sociali ed istituzionali”, conclude.