L’AQUILA – Sono ore decisive per la scelta dei vice ministri e dei sottosegretari del governo di Enrico Letta, con L’Aquila che aspetta con apprensione di conoscere chi sarà il nuovo “incaricato per la ricostruzione”.

Una figura che potrebbe spuntare già da stasera, al termine del Consiglio dei ministri convocato per le 20.30 a palazzo Chigi ma che è iniziato con oltre un’ora di ritardo.

Da quando si è formato il nuovo esecutivo, infatti, non si parla più del decreto da 1 miliardo che avrebbe dovuto consentire di finanziare le migliaia di pratiche ferme dentro gli uffici dei comuni del “cratere” e il neo-premier non ha fatto sinora alcun cenno all’emergenza che sta vivendo il territorio aquilano.

Il nome in pole position per il ruolo di “ambasciatore” della ricostruzione è sempre quello dell’ex deputato del Partito democratico Giovannni Lolli, su cui stanno lavorando presso i vertici democrat il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e la senatrice Stefania Pezzopane.

In effetti Lolli è uno dei parlamentari che, sulla vicenda, si è distinto per impegno ed è stato l’antesignano dell’intesa trasversale con il Popolo della libertà per fare squadra e portate a casa qualche risultato, vedi il lavoro a stretto contatto effettuato con l’ex deputato Marcello De Angelis, che come segretario della commissione Bilancio gli ha fornito diversi assist.

De Angelis, già capogruppo del Pdl nella commissione Vigilanza e attuale direttore del Secolo d’Italia, non è stato però ricandidato e con la mancata elezione di Lolli, di fatto, L’Aquila è rimasta orfana dei suoi elementi di punta: due figure da recuperare perché classe dirigente ancora politicamente giovane.

Una collaborazione confortata anche dai richiami all’armonia formulati a più riprese dall’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, l’abruzzese Gianni Letta, eminenza grigia e fidatissimo braccio destro di Silvio Berlusconi.

In alternativa a Lolli si parla insistentemente del deputato Giovanni Legnini, prima delle elezioni indicato da più parti come potenziale titolare di un posto da vice ministro in un dicastero di rilievo.

Rumors di palazzo riferiscono che se Legnini dovesse essere promosso, potrebbe decidere di rinunciare al seggio alla Camera, consentendo così a Lolli di fare ritorno a Montecitorio e da lì condividere le battaglie prossime venture: a cominciare dai finanziamenti per passare a tutte quelle questioni di cui non si discute più ma che potrebbero esplodere come bombe a orologeria, vedi quella della restituzione delle tasse.

Lolli, rintracciato telefonicamente da AbruzzoWeb, non vuol sentire parlare di “tetris” di questo tipo e si limita a commentare che “non è importante che io vada a Roma, ma che ci arrivi l’emergenza-L’Aquila”.