FARA SAN MARTINO – Polemiche sta provocando un intervento nelle meravigliose gole di Fara San Martino, in provincia di Chieti, con la realizzazione di un percorso pedonale, con tanto di scalinate e sbancamenti della roccia.
Un “orrore”, uno “sfregio”, una “inutile cementificazione”, per i molti che si sono sfogati sui social.
E sempre su Facebook il presidente del Parco nazionale della Maiella, Lucio Zazzara, ha invece spiegato quatto segue:
“Sopralluogo oggi pomeriggio alle Gole di Fara San Martino per verificare la correttezza dei lavori per la messa in sicurezza del sentiero per il complesso medievale di San Martino in Valle. Dopo l’intervento dei Carabinieri Forestali, dei tecnici del Parco e del Comune, ho verificato anch’io la rispondenza delle opere a quanto approvato e la qualità delle stesse – scrive Zazzara – . Il percorso veicolerà il flusso dei visitatori in una posizione più a ridosso della parete rocciosa e più protetta rispetto alla possibilità di caduta di sassi. L’intervento è importante per la crescente quantità dei visitatori ed è realizzato del tutto correttamente. Qualcuno ha voluto fare dell’allarmismo del tutto ingiustificato. Resta il fatto che lo stretto passaggio delle Gole è da affrontare con ogni cautela e con le giuste dotazioni (soprattutto il casco e scarpe adatte) come indicato dall’apposita cartellonistica”.
Durissima invece la nota del Coordinamento Tutela per le Vie Verdi d’Abruzzo, composto da diverse associazioni e operatori del turismo,
“Le incredibili immagini dei mezzi meccanici che stanno demolendo speroni rocciosi in uno dei luoghi più noti d’Abruzzo stanno scatenando reazioni sul web da parte degli amanti della montagna che vedono distruggere rocce di milioni di anni per far posto ad una scalinata addossata alla parete rocciosa – si legge nella nota – Tanti i commenti durissimi sotto un post del presidente del Parco Zazzara che difende i lavori sostenendo trattarsi di una “messa in sicurezza” addossando alla parete rocciosa il percorso esistente per la questione della caduta massi. Praticamente come buttare giù le colonne dei Fori Imperiali per fare più spazio ai turisti ed evitare assembramenti per il Covid! A questo punto anche il Corno Grande potrebbe essere capitozzato perché troppo impervio? Oppure potremmo farci direttamente delle scale mobili, se passa questo concetto”.
“A parte il fatto che comunque il percorso resterà sotto una parete, così l’afflusso aumenterà anche con persone non equipaggiate per la montagna, aggravando i rischi di un ennesimo e malaugurato incidente per via del prevedibile maggiore afflusso di persone (senza contare che a questo punto gli enti saranno pienamente responsabili avendo volontariamente indirizzato su quel tracciato i visitatori). In ogni caso sfregiare il bene per permetterne la fruizione è incredibile. Ci chiediamo come sia possibile, anche per l’impatto paesaggistico enorme di una dei più noti paesaggi appenninici, con le pareti bianche dello sbancamento recente, che un tale intervento possa aver visto l’autorizzazione della Soprintendenza (se esiste)”.
“Abbiamo anche cercato l’obbligatoria Valutazione di Incidenza Ambientale, di competenza comunale, ma sull’albo pretorio del Comune non siamo riusciti a trovarla. Esiste? Neanche il Parco la cita nel suo nulla osta nonostante la Valutazione, derivante addirittura da direttive comunitarie, per granitica giurisprudenza debba ovviamente precedere qualsiasi decisione finale dell’ente. Infine la Legge quadro sui Parchi vieta, senza possibilità di deroghe, l’alterazione del paesaggio e delle rocce di un Parco nazionale. Nè il Piano del Parco, pure richiamato nel nulla osta dell’ente, potrebbe superare queste sacrosante norme di tutela (a parte che non riusciamo a trovare un passaggio nel Piano del Parco che consenta tutto ciò). In generale, serve sensibilità per conservare integro il nostro paesaggio millenario e non certo svilirlo con interventi così pesanti quando servirebbero servizi adeguati e una fruizione attenta e consapevole da parte di tutti, anche per prevenire per quanto possibile eventuali incidenti”, conclude la nota.





