CHIETI – Si fa sempre più drammatica la vertenza della Golden Lady di Gissi, in provincia di Chieti, dove solo oltre trecento i lavoratori rimasti senza lavoro, dopo che nel dicembre 2011 ha chiuso i battenti la storica azienda che produceva calze, e dopo essere stati riassunti dalla Silda Invest e dalla New Trade, che avevano rilevato gli stabilimenti, fallite anche loro a fine 2012.
A bruciare è il nulla di fatto del tavolo romano convocato lunedì scorso dal ministero dello Sviluppo economico, dove non si sono presentati gli imprenditori che avevano manifestato interesse a riconvertire l’azienda.
In un’infuocata assemblea davanti lo stabilimento, sindacati e un centinaio di lavoratori hanno così deciso di organizzare un presidio il 9 dicembre a Vasto, in occasione della visita del presidente del Senato, Pietro Grasso, e poi di convocare una giornata di mobilitazione il 20 dicembre a Gissi, a cui sono stati invitati il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, gli assessori Giovanni Lolli e Marinella Sclocco, tutti i sindaci del territorio e tutti i parlamentari abruzzesi, al fine di pianificare un’offensiva ai vari livelli istituzionali.
“Il ministero ci continua a prendere in giro – tuona ad AbruzzoWeb Giuseppe Rucci, segretario generale provinciale della Filctem Cgil – quello che è accaduto lunedi è di una gravità assoluta, dopo mesi di trattative dovevano finalmente confrontarci con gli imprenditori che, ci aveva assicurato il ministero, erano pronti a investire Bussi riassorbendo almeno 150 dei 300 lavoratori. E invece non si è visto nessuno”.
Aziende, secondo le promesse fatte, intenzionate ad avviare a Gissi un attività di ricondizionamento di abiti usati, alla produzioni di vernici e di pallets. L’unico prodotto uscito da 2 anni di estenuante vertenza industriale è, però, finora, l’aria fritta, e gli operai sono pronti a giocarsi il tutto per tutto.
“Abbiamo sempre meno da perdere – afferma – 50 lavoratori hanno esaurito la mobilità a luglio, e ora non hanno più ammortizzatori e hanno famiglie a carico. Tra un anno si esauriranno gli ammortizzatori anche per gli altri lavoratori”.
E i sindacati chiedono in particolare una presa di posizione forte soprattutto da D’Alfonso. “In campagna elettorale – conclude Lucci – il presidente è venuto davanti la fabbrica e ha preso solenni impegni, ora deve fare di tutto per mantenerli”. Filippo Tronca



